Un anno di rinvii per il trasporto pubblico locale di Taranto. Riceviamo e pubblichiamo il commento della Faisa Cisal di Taranto, a firma Per la Segreteria provinciale Piero Greco e, per la Segreteria Aziendale Paolo Donnarumma e Michela Petralia.
Eccone il testo.
Ancora una volta questa organizzazione sindacale è costretta a ricorrere alla stampa per denunciare lo stato dell’arte nella partecipata del Comune di Taranto, dove ormai è diventata una consuetudine rinviare gli incontri programmati, eludendo di fatto le richieste del sindacato e quindi le aspettative dei lavoratori.
La “Storia Infinita” ha inizio il 5 Gennaio del 2016 quando la FAISA CISAL, anche in conseguenza della sottoscrizione del nuovo CCNL del 28/11/2015, cominciò a fare richiesta di convocazione all’Azienda AMAT Spa, proponendo una serie di incontri da programmare che nell’arco di tutto il 2016, avremmo potuto traguardare.
Le richieste avanzate, partendo dal “Premio di Risultato” scaduto da ben 8 anni, “Pianta Organica”, “Organizzazione del lavoro Personale Viaggiante, impianti fissi e officine, sosta e custodi”, “salubrità degli ambienti di lavoro”, “trasformazione di orario di lavoro da part-time a full-time”, “Ricontrattazione del piano di rilancio chilometrico”, “Ticket Pasto”, “La sicurezza sul posto di lavoro”, “Il servizio offerto all’utenza”, “Parco Autobus e manutenzione degli stessi”, non ha mai prodotto una conclusione in nessun punto grazie ai frequenti rinvii.
L’acquisto degli autobus di seconda mano, usato come specchietto per le allodole, ha prodotto dispendio di forze economiche senza migliorare la situazione in termini di efficienza e servizio offerto, basti pensare che proprio questo “usato garantito” in molti occasioni è rimasto, nel migliore dei casi, nell’officina di via Cesare Battisti 657 dove ha sede il deposito dell’AMAT, in altre circostanze più gravi, presso le officine esterne per mesi e mesi in attesa dei pezzi di ricambio. Sei marchi diversi di autobus che circolano in città che creano confusione anche grazie alle diverse colorazioni rivenienti dalle aziende di appartenenza, che originano una disomogeneità nel parco circolante facendo perdere l’identità di un’azienda dalle alte potenzialità che purtroppo non vengono sfruttate.
Autisti costretti a guidare mezzi improbabili dove la sicurezza, a volte, non è garantita al cento per cento, da sospensioni logore, freni al limite, rumorosità eccessiva, forti vibrazioni, sistemi di ventilazione inefficienti, perdite di combustibile e oli che poi imbrattano le vie cittadine con conseguente impegno economico da parte dell’AMAT per l’intervento della ditta preposta alla bonifica… poi quando i lavoratori ne escono con le ossa rotte la Società partecipata non vuole neanche riconoscerli un ticket pasto che tra l’altro è completamente deducibile ai fini fiscali fino al limite dei 7 euro, ovvero se proprio l’Azienda si dovesse spingere a tanto, scatterebbe la richiesta di ridurre le percorrenze, innalzando il dato dei chilometri in capo ad ogni agente fino ai 26.000/28.000 all’anno, quando a Milano l’ATM con 12.000/14.000 all’anno per agente, risulta una delle realtà più efficienti nel panorama del trasporto pubblico locale.
Ma noi non pretendiamo così tanto!!!
Poi ci sono i problemi legati alla sicurezza nei luoghi di lavoro, ai locali aziendali inadeguati ad accogliere gli operatori della sosta, specie in caso di calamità naturali o per la semplice compilazione dei verbali di rilevazione, sino ad arrivare alla mancanza dell’adeguamento orario a tempo pieno. Giusto per far presente che oggi gli operatori della sosta sono praticamente la metà rispetto al 2007 e quindi portarli ad un contratto a tempo pieno, considerando che ormai mancano poche ore per il completamento, costerebbe pochi euro rispetto a quelli che si potrebbero invece incassare aumentando i profili orari.
Il Sig. Sindaco di Taranto insieme alla Società partecipata, devono assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo, il tempo degli alibi e dei rinvii deve finire!!!
Questo è lo stato attuale del Trasporto Pubblico a Taranto, del personale viaggiante, della sosta e dei custodi, delle officine e impianti fissi … sorie di normale disorganizzazione e frequenti rimandi, senza tener conto di quanto poi il Decreto Madia incomba sulle partecipate come l’AMAT, stringendo il campo d’azione e limitandone la libertà in termini di governance, disposizioni specifiche di carattere economico finanziarie ed altro ancora.
Ora attendiamo la prossima convocazione del 23 Novembre che si sarebbe dovuta tenere l’11, poi rinviata al 18… e poi speriamo basta!!!











