HomePoliticaPd su vicenda Taranto: "Serve intervento autorevole del Governo"

Pd su vicenda Taranto: “Serve intervento autorevole del Governo”

Il Governo ci riproverà al Senato? Ma avrà via libera dal Parlamento? I consiglieri regionali del Partito Democratico di Puglia ne sono fiduciosi, e rilanciano, per Taranto, una forte iniziativa del Governo nazionale, di fatto parlando nel momento stesso in cui Emiliano è a Taranto per manifestare nella giornata delle vittime del lavoro e del dovere nell’Ilva proprio contro le decisioni che la stessa maggioranza parlamentare ha preso.

“Ci aspettiamo un intervento autorevole da parte del Presidente Matteo Renzi, perché l’emergenza sanitaria e ambientale a Taranto non può essere derubricata a questione localistica. Nel capoluogo jonico si gioca una sfida che riguarda il sistema produttivo del Paese e a chi dice che quella messa in campo dal partito regionale è una strumentalizzazione, noi rispondiamo che è una battaglia che il Pd pugliese ha iniziato mesi fa e che deve restare fuori dal dibattito sul referendum”.

Così il capogruppo Pd Michele Mazzarano ha riassunto il senso politico di quanto accaduto in seguito alla decisione di non ammettere l’emendamento al Bilancio che avrebbe consentito la deroga al DM 70 e lo stanziamento di 50 milioni di euro per l’assunzione di personale sanitario nella Asl di Taranto, nel corso dell’incontro che si è tenuto questa mattina nella sede del Consiglio regionale della Puglia e al quale sono intervenuti il segretario del partito e consigliere Pd Marco Lacarra, il presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo, Donato Pentassuglia, Fabiano Amati, Ernesto Abaterusso, Ruggiero Mennea e il segretario provinciale del Pd di Taranto, Costanzo Carrieri.

Mazzarano ha ricordato inoltre che la proposta emendativa era stata preceduta da una mozione sullo stesso argomento presentata dal Pd e poi approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, a riprova del fatto che “la battaglia per Taranto è da sempre centrale per chi si batte in difesa di un territorio che ha già pagato molto in termini di vite umane. Insieme al consigliere Donato Pentassuglia abbiamo studiato un percorso attraverso cui consentire alla Asl di Taranto di acquistare apparecchiature come l’acceleratore lineare con i fondi FESR, ma servono deroghe ai limiti assunzionali per risolvere in maniera definitiva il deficit della pianta organica: si tratta di circa 2mila unità lavorative in meno rispetto a quanto previsti dal Livelli essenziali di assistenza. Riteniamo che non considerare ammissibile l’emendamento sia stato un grave errore politico, al quale il Governo nazionale si è impegnato a rimediare riproponendo la questione in Senato. Siamo convinti che il premier voglia onorare tale impegno e per questo chiediamo un incontro nei prossimi giorni a Palazzo Chigi, anche il 3 dicembre, per ascoltare le mamme dei bambini colpiti da tumore”.

Anche Marco Lacarra ha ribadito l’esigenza di far comprendere che il partito e il gruppo consiliare sono da sempre uniti nell’obiettivo comune di difendere la salute delle persone e del territorio di Taranto, insistendo sul fatto che “la battaglia per Taranto deve essere sottratta a qualunque tipo di strumentalizzazione. Ci aspettiamo che il Governo nazionale tenga fede agli impegni in occasione della visita del Ministro Lorenzin in Puglia, abbiamo bisogno di rassicurazioni concrete e per non svilire la nostra attività politica ci auguriamo che questo discorso sia svincolato dalle posizioni sul referendum”.

Donato Pentassuglia ha auspicato che il corto circuito tra Palazzo Chigi e Camera dei deputati sia chiarito al più presto. “La città di Taranto merita grande attenzione e al di là delle polemiche è importante lavorare per presentare al Ministero un piano di riordino efficace, che prenda in carico e risolva in maniera definitiva il problema dell’assistenza sanitaria. Serve una verifica sulla capacità di tenere in piedi le strutture sanitarie del territorio, in particolar modo quelle preposte alla cura delle malattie oncologiche. Senza tralasciare il problema delle risorse, dal momento che da dicembre verranno meno anche i fondi stanziati nell’ambito degli interventi per la Terra dei Fuochi”.

Il presidente del Consiglio Mario Loizzo ha parlato di “atto molto grave, perché riguarda un territorio duramente provato sotto molti punti di vista, a partire da quello sanitario e ambientale per arrivare a quello produttivo e occupazionale, che riguarda non solo il futuro dell’Ilva ma anche lo sviluppo del settore portuale. L’auspicio è che la situazione venga ricomposta al più presto, facendo notare, a quanti sono contro il bicameralismo, che la questione è stata rinviata alla discussione in Senato, riconoscendone l’importanza”.
Ernesto Abaterusso ha ricordato che “dieci giorni fa in Puglia il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha garantito al Presidente Emiliano l’assegnazione di una dote finanziaria per dare risposte a un territorio da tempo martoriato. Una garanzia che però non ha trovato riscontro nell’approvazione, nella notte tra mercoledì e giovedì, in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati. Ci troviamo di fronte a governanti che promettono e non mantengono, neanche quando di tratta di vicende attinenti alla salute di migliaia e migliaia di persone, in questo caso bambini che dovevano essere protetti dal pericolo legato all’inquinamento dell’Ilva”.

Fabiano Amati ha invece puntato l’attenzione su un’altra misura che riguardava la realizzazione dei nuovi ospedali, al fine di evitare ritardi nei cronoprogrammi dovuti all’entrata in vigore del nuovo Codice degli appalti che prevede il vincolo d’assunzione di obbligazioni giuridicamente vincolanti entro la fine del 2016. “Tale vincolo rischia di non essere rispettato, perché il nuovo Codice degli appalti ha innovato sul punto delle modalità di gara e del livello di progettazione necessario per il suo espletamento, senza prevedere disposizioni transitorie idonee a preservare il procedimento avviato sotto la vigenza del vecchio Codice degli appalti. L’emendamento chiedeva una proroga, ma anche questa misura è stata tacciata di essere troppo settoriale, mentre in realtà interessava progetti sparsi su tutto il territorio nazionale”.

Per Ruggiero Mennea si tratta di una “decisione politica contro la Regione Puglia, che si scontra con le indicazioni fissate per l’elaborazione del Piano di riordino sanitario. Servono interventi che risarciscano i danni subiti dal territorio tarantino in tutti questi anni, senza ulteriori perdite di tempo”.

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Redazione
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