La Puglia ha tre nuove aree interne secondo quanto previsto dalla strategia nazionale: il Sud Salento, la Murgia e il Gargano. Con il termine aree interne si intende un territorio caratterizzato da una rete di comuni o aggregazioni di comuni (centri di offerta di servizi) attorno ai quali gravitano aree caratterizzate da diversi livelli di perifericità. Sono territori rurali e interni con una scarsità di servizi essenziali quali istruzione, mobilità, welfare e sanità.
La deliberazione avvenuta in Giunta ieri, su proposta dell’assessore Capone, è avvenuta di concerto con il dipartimento nazionale di Sviluppo e coesione e risponde all’esigenza di contrastare lo spopolamento e la marginalizzazione dei territori puntando sul miglioramento dei servizi alla persona e l’innesco di processi locali di sviluppo.
Le tre aree si aggiungono a quella dei Monti Dauni, istituita nel 2015. Dopo una serie di verifiche e sulla base di specifici indicatori sociali, demografici ed economici, sono stati individuati e privilegiati i Comuni in condizione di maggiore disagio (rientranti nelle categorie ultraperiferici e periferici).
La Regione destinerà 3 milioni di euro per ogni area quale quota regionale di partecipazione alla Strategia nazionale per le Aree Interne. I complessivi nove milioni impegnati dalla Regione derivano dal POR Puglia Fesr 2014-2020 (Programma Operativo Regionale – Fondo europeo di sviluppo regionale). L’Autorità di gestione del POR Puglia darà ora avvio ad un percorso metodologico, già tracciato a livello nazionale, per la predisposizione della strategia di ciascuna area interna. Le risorse statali, ulteriori rispetto a quelle regionali, previste dalla Strategia nazionale saranno invece assegnate all’Area interna che per prima ultimerà la fase di definizione della strategia con relativa approvazione da parte del Comitato Nazionale.











