Le Province hanno bisogno di una riforma organica e, possibilmente, ben fatta, che possa riordinare funzioni, ruolo e competenze in un quadro che sia il più organico possibile.
A maggior ragione dopo la bocciatura del referendum proposto dal Governo lo scorso 4 dicembre.
Anche per questo motivo la Regione Puglia sta approfondendo l’argomento, per arrivare ad un testo che sia il più possibile condiviso dalle forze politiche presenti nell’Assise regionale.
“Le incertezze su ruoli e competenze – ha sottolineato Saverio Congedo, presidente della Commissione Riforme Istituzionali della Regione Puglia – unitamente al taglio delle risorse da parte del Governo nazionale ha provocato una situazione di asfissia finanziaria e di impotenza nell’espletamento dei compiti di Città Metropolitane e Province nell’erogazione dei servizi ai cittadini”.
“Ennesimo allarme dell’Upi Puglia, che ha ribadito la situazione emergenziale in cui versano le Province (e, dunque, i servizi) a seguito del riordino delle funzioni. Un caos – ha commentato Andrea Caroppo (Forza Italia) – che ha travolto la Regione Puglia, trovandola non troppo preparata, sebbene con competenze in materia piuttosto circoscritte laddove il vero nodo della questione resta il superamento della legge Delrio”.
“E’ possibile – ha aggiunto – tornare alla situazione ex ante, con Province di nuovo elettive e funzionanti? È una domanda a cui può rispondere solo il governo centrale, in base anche alla sua volontà e alla sua linea. Ciò che la Regione, la Commissione ed il Consiglio possono fare, invece, è cercare di intervenire su procedure critiche e specifiche, magari sollevate anche dai Comuni, tentando di risolverle”.
“Sul tema – ha detto Francesco Ventola (Direzione Italia) – esiste un livello nazionale che riguarda la sciagurata Legge Del Rio che alla luce del risultato del Referendum del 4 dicembre diventa inapplicabile e per questo auspico che la Regione Puglia sollevi ancora con più forza la problematica in Conferenza Stato-Regioni. Ma esiste soprattutto un livello regionale che a noi compete: la Regione vuole decentrare o accentrare le funzioni? Questa è la decisione di fondo che deve assumere, ovvero definire una volta per tutte ‘chi fa cosa!’. Il luogo ufficiale dove affrontare questi temi fondamentali è l’Osservatorio regionale, l’auspicio è che torni a riunirsi e che prima della pausa estiva assuma decisioni definitive. Una situazione paradossale se solo si pensa che senza più personale e senza risorse le Province dovrebbero provvedere all’edilizia scolastica, sia ordinaria che straordinaria per le scuole secondarie superiori, e alla manutenzione delle strade provinciali”.
“La Regione acceleri sul percorso di ricognizione e di revisione normativa delle Province, con una maggiore sinergia alla luce delle criticità che, a distanza di tre anni dalla riforma (la legge 56/2014) ancora oggi emergono mettendo a rischio servizi essenziali per cittadini e imprese”.
Lo ha sottolineato il presidente de La Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino.
“Dal giro di audizioni appare evidente – spiega Pellegrino – che le Province subiscano ancora sulla propria pelle dei disagi in termini sia operativi, sia finanziari. Per questo, data la delicatezza del tema, assieme ad altri colleghi ho chiesto al vicepresidente della Giunta regionale, Antonio Nunziante, di ritornare sull’argomento per cercare di individuare gli ambiti su cui definire le singole procedure ricadenti nelle specifiche competenze attraverso la correzione di alcune incongruenze normative”.











