HomePoliticaRivoluzione alla Camera: anche il badge cambia sesso

Rivoluzione alla Camera: anche il badge cambia sesso

In un’epoca parossistica data dalla paranoia collettiva di tingere con violenza il nostro lessico di politicamente corretto, si finisce a rasentare il ridicolo, a forzare la lingua italiana ideologizzando inevitabilmente anche il parlato. Da quando di contenuti v’è sempre più moria, si polemizza sulla forma.

Così può capitare ad esempio, che dare del “Sindaco” ad una donna, possa essere un appellativo tacciato di ignoranza, cattivo gusto, offesa, o nelle forme pruriginose più gravi, vi sentirete dare del sessista.

Sì perché il femminismo non fa battaglie per l’utero (se non per fittarlo ad equo canone) o per la libertà sessuale e commerciale, sono conquiste bell’è prese nel tempo. Chi prima era un sessantottino, oggi è un crociato di Instagram, un attento guardiano del t9 sui telefonini, un esteta delle declinazioni grammaticali.

In attesa del prossimo provvedimento legislativo con cui metteranno il fiocco arcobaleno al vocabolario Treccani, oppure il nastro bicolore nei reparti ostetrici per confondere i parenti, arriva dall’agguerrita Presidente della Camera Laura Boldrini, l’ennesimo perentorio diktat: “Dal 25 Settembre saranno obbligatori i cartellini paritari.” A far fede da quella data, l’ufficio di presidenza stabilisce la validità esclusiva dei badge aggiornati a Montecitorio, con le giuste attenuanti sessuali: “Segretarie”, “tecniche”, “consigliere”, ecc.

In fondo nulla di nuovo sotto al Sole, da quando la politica si è svestita d’autorevolezza, restano i panni sporchi della lingua. Usi e costumi trendy rimpiazzano la formazione, l’educazione, ed una visione dello Stato. Un tempo per governare bisognava sapere vestire gli abiti istituzionali, oggi basta saper concludere un concetto nei 140 caratteri forniti in un tweet.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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