Inaugurati oggi i nuovi reparti dell’Istituto oncologico Irccs Giovanni Paolo II. Dopo quasi due anni di transizioni di interi reparti e complesse trattative sindacali, ha finalmente inizio il nuovo corso di quello che si candida ad essere un fiore all’occhiello della sanità pugliese. Ad inaugurare il nuovo corso dell’ospedale il presidente Michele Emiliano che è stato il promotore di questo percorso. Insieme al presidente della Regione erano presenti, Mario Loizzo, presidente del Consiglio regionale, Antonio Del Vino, direttore generale dell’Istituto tumori, Paolo Sardelli, primario di Chirurgia toracica E coordinatore del progetto, Emanuele Sannicandro, presidente del Consiglio di indirizzo e verifica e Vito Montanaro direttore dell’Asl Bari.
Una transizione lunga e complicata quella del Giovanni Paolo II che dal 2007 ha avviato il trasferimento dalla clinica privata Mater dei, dove pagava un fitto di 6 milioni l’anno, e completato nella sua prima fase nel 2010. Ora un nuovo step importante. L’apertura di nuovi reparti che completano l’ospedale.
Così, una dopo l’altra, nelle scorse settimane si è proceduto al trasferimento presso il “Giovanni Paolo II” e alla conseguente attivazione, delle unità di Anatomia patologica e Chirurgia toracica dell’Ospedale San Paolo, e dell’unità di Oncologia medica del Di Venere (con programmazione dell’attività chirurgica a partire dai primi giorni di settembre).
Gran parte delle strutture sanitarie dell’area metropolitana barese per la cura dei tumori dunque ora sono concentrate nell’Irccs di Bari, il cui piano di potenziamento andrà presto a regime.
Il direttore generale dell’Istituto nel suo intervento di apertura non ha potuto fare a meno di ringraziare tutti gli artefici di questa impresa titanica. “Per la prima volta in italia si è spostata una unità operativa da uno ospedale funzionante all’altro. Ovviamente si è trattato di una mobilità volontaria che ha richiesto un grosso lavoro. Tutto questo fa si che i cittadini dell’area metropolitana trovino le risposte sul territorio”. Ben cento nuove assunzioni per completare questa transizione. Un impegno importante per la Regione Puglia governata da Emiliano.
Per il presidente del Civ, Sannicandro, invece due sono le componenti fondamentali su cui lavorare d’ora in poi: rafforzamento del rapporto fra rete ospedaliera e medici di base e piano di prevenzione. “I medici di famiglia – ha affermato l’ex consigliere regionale -dovranno guidarli verso la scelta migliore e dare consapevolezza al territorio delle strutture presenti in regione. Mentre, un Piano di prevenzione, è vero che richiede un investimento importante ma, si ha un ritorno in termini di sofferenza evitata, e di contenimento delle spese di cura. Strutture e prevenzione danno ai cittadini la speranza”.
Per Paolo Sardelli, fare squadra funziona e grazie a questa impegnativa operazione ora Bari può contare su un polo di professionalità altissime e già lancia la prossima sfida per Emiliano: attivare il dipartimento interaziendale e consentire a medici di altre aziende ospedaliere di lavorare insieme per il bene dei pazienti.
Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha chiuso la mattinata con un doveroso ringraziamento a chi ha lavorato duramente per il raggiungimento dell’obiettivo.
“Il cammino di questo anno e mezzo di lavoro – ha dichiarato il presidente della Giunta regiornale – è stato un cammino estremamente complesso e importante che vorrei assumere come modello per altri ospedali. C’erano tutte le premesse per uno scontro epocale tra tutto e tutti, siamo riusciti invece ad evitarlo e questo non è merito di nessuno in particolare. È merito di tutti quanti noi. Abbiamo cominciato un percorso e abbiamo creato dei legami che peró ora vanno mantenuti e guardati con attenzione. Abbiamo necessità che le cose non si dissolvano nel tempo. Stiamo creando un punto di riferimento regionale per l’oncologia, una rete di eccellenza per assistere gli ammalati”.
Per Emiliano infine “i viaggi della speranza potranno essere contenuti grazie a questa struttura moderna e di altissimo livello, con un alto tasso di umanizzazione. Il cittadino deve diventare il centro delle attività e del percorso di umanizzazione. L’IRCCS di Bari da oggi ricomincia la sua vita e riprende il suo cammino”.











