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Risonanza magnetica a Lecce. Perrone chiede: che fine ha fatto la nuova macchina?

“Personale medico e pazienti lamentano il funzionamento discontinuo del servizio di risonanza magnetica a Lecce e l’allungamento delle liste d’attesa a causa dei frequenti guasti alla strumentazione disponibile, clamorosamente vecchia e usurata. Tutto ciò nonostante l’Asl abbia acquistato una macchina di ultima generazione, che da giugno 2016 giace chissà dove, che è costata oltre mezzo milione di euro e che consentirebbe analisi diagnostiche molto più approfondite”.

Così il capogruppo di Direzione Italia al Comune di Lecce Paolo Perrone sollecita Asl Lecce e Regione Puglia a risolvere il problema degli esami diagnostici tramite risonanza magnetica a Lecce, che non vengono eseguiti con continuità e che allo stato delle cose permettono un livello superficiale di indagini, con relativi pesanti disagi per il personale e per gli utenti.

“La strumentazione esistente – prosegue – è molto vecchia, esegue esami banali e peraltro non con la dovuta continuità, visto che spesso è rotta e i pezzi di ricambio sono diventati non di facile reperibilità. È noto che la Asl ha impegnato l’acquisto di una macchina evoluta, ormai un anno e mezzo fa, con potenzialità diagnostiche molto elevate di tipo neurologico, oncologico e per tutto l’apparato muscolo-scheletrico. A maggio scorso, a seguito della mia ennesima sollecitazione, la Regione Puglia chiarì che sarebbero stati necessari alcuni interventi edilizi sugli ambienti che dovranno ospitare la macchina e gli stessi sarebbero stati eseguiti entro l’estate. Ai primi di ottobre poi la Asl ha parlato ancora di “un paio di mesi” per poter adeguare i locali. Siamo a fine novembre e di tutto questo non c’è l’ombra, i medici continuano a utilizzare la vecchia macchina e a rimandare indietro decine di pazienti sia perché spesso è inutilizzabile, sia perché non esegue tutti gli esami di cui ci sarebbe bisogno.

È una vicenda paradossale, che fotografa molto bene lo stato della sanità pugliese. Mi auguro vivamente che Regione e Asl provvedano al più presto, risolvendo un problema concreto per centinaia di persone ed evitando uno spreco di denaro pubblico inaccettabile”.

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Redazione
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