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Un incontro tecnico privo di peso politico e una vertenza che continua ad brancolare nel buio. L’ultimo tavolo convocato a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) con i sindacati ha confermato la situazione di grave impasse sul futuro dell’ex Ilva, come evidenziato anche dalla ricostruzione sulla situazione di stallo al Mimit relativa alla vertenza Ilva.
Ad accendere ulteriormente i toni del dibattito sono le dure reazioni arrivate dal Partito Democratico pugliese, che accusa l’Esecutivo di aver abbandonato la trattativa e di sottrarsi a decisioni cruciali per la tutela dell’occupazione e della salute.
Borraccino: “Un fallimento politico, il Governo rincorre solo le emergenze”
Sulla vicenda è intervenuto con una nota molto articolata Cosimo Borraccino, consigliere regionale del Partito Democratico. Secondo l’esponente dem, la gestione dell’ex Ilva rappresenta ormai il simbolo del fallimento della politica industriale del Governo guidato da Giorgia Meloni e dal ministro Adolfo Urso.
“L’Esecutivo si è limitato a rincorrere l’emergenza, privo di una strategia industriale credibile, di un piano di rilancio sostenibile dal punto di vista ambientale e di una visione capace di assicurare il futuro della siderurgia italiana”, ha dichiarato Borraccino.
Il consigliere ha sottolineato come la mancanza di un indirizzo chiaro metta a rischio non solo la città di Taranto, ma l’intero sistema produttivo della filiera siderurgica nazionale, coinvolgendo gli stabilimenti di Genova-Cornigliano, Novi Ligure, Racconigi e Marghera.
Il nodo della sentenza di Milano e la revisione dell’AIA 2025
A complicare la vertenza si aggiunge la recente pronuncia della Corte d’Appello di Milano, che ha disposto la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento jonico entro 90 giorni a causa della presenza di amianto non rimosso e del superamento dei limiti sulle polveri sottili.
Per Borraccino, questa decisione della magistratura certifica l’inadeguatezza dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) del 2025:
Mancanza di garanzie: L’AIA non subordina realmente la produzione al risanamento ambientale.
Necessità di riesame: Il Governo deve chiarire subito come intenda attuare la sentenza ed eventualmente rivedere l’autorizzazione.
Controllo pubblico: Se necessario, l’Esecutivo deve valutare l’assunzione del controllo pubblico degli impianti per tutelare un asset fondamentale per l’Italia.
Assenza della politica al Mimit: le accuse di Borraccino e De Santis
Ciò che ha maggiormente indignato le rappresentanze del PD e i sindacati durante il recente confronto a Roma è stata la composizione della delegazione governativa. Al tavolo erano infatti presenti esclusivamente i tecnici dei ministeri competenti, senza alcun rappresentante politico.
Un segnale interpretato dai dem come una volontà da parte delle istituzioni romane di sottrarsi al confronto diretto. A rimarcarlo è anche Domenico De Santis, segretario regionale del PD pugliese e consigliere regionale, sostenendo che sull’ex Ilva il Governo sta tradendo il confronto aperto con le organizzazioni sindacali.
“I lavoratori e i territori hanno bisogno di risposte politiche, non di interlocuzioni esclusivamente tecniche”, ha ribadito Borraccino, chiedendo trasparenza sia sullo stato delle procedure di cessione degli impianti sia sugli strumenti di sostegno economico e sociale che si intende mettere in campo.
Un piano industriale urgente per salvare la siderurgia italiana
La richiesta che si leva dal Partito Democratico pugliese è quella di un cambio di rotta immediato. Continuare a rinviare le decisioni cruciali o a delegarle unicamente ai funzionari tecnici rischia di condannare il Paese a un inesorabile declino industriale. Per il PD è urgente un piano serio basato su investimenti trasparenti, capace di coniugare finalmente la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica con la continuità produttiva e la stabilità lavorativa di migliaia di famiglie.











