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Telefonini, attenzione ai servizi a pagamento attivati abusivamente

Le truffe sono sempre in agguato, e spesso si nascondono dietro inocue e gratuite (all’apparenza) app per i nostri smartphones che installiamo dagli store più diffusi (Android ed Apple, non fa alcuna differenza) ed attivano servizi a pagamento senza il nostro consenso diretto, servizi che tra l’altro non ci vengono nemmeno forniti.

Va detto subito che il Codice del Consumo vieta l’esecuzione di forniture, con contestuale richiesta di pagamento, senza che vi sia stata una preventiva ordinazione da parte del consumatore. La finalità è quella di evitare che il consumatore sia indotto a pagare servizi o beni non desiderati, Ma la norma non basta, e spesso ci si ritrova senza soldi sul proprio conto telefonico senza nemmeno sapere perchè.

“I servizi a pagamento attivati abusivamente – sottolinea Giovanni D’Agata – su smartphone e telefonini sono purtroppo un tema che ritorna ciclicamente nelle allerte che noi dello “Sportello dei Diritti” abbiamo rilanciato per invitare all’attenzione e per fornire consigli utili per evitare di cadere nella trappola o di uscirne, se incappati”.

Ed ancora una volta se ne torna a parlare dopo un post della Polizia Postale pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale “Commissariato di PS On Line – Italia” che con lo screenshot di uno dei messaggi di questi servizi che possono essere abusivamente attivati e il relativo commento ribadisce ancora una volta la fraudolenza di certe condotte.

“Quando, involontariamente ci si ritrova abbonati a servizi o altro non utilizzare link o numeri di telefono per disattivarli. E’ più sicuro contattare il proprio operatore telefonico e chiedere la disattivazione dei servizi a pagamento e l’eventuale restituzione del mal tolto. Non perdete tempo ma contattate immediatamente il vostro operatore telefonico ed esigere la disattivazione dei servizi a pagamento e la restituzione del maltolto”.

Insomma, se ci troviamo il credito telefonico azzerato o addebiti per servizi non richiesti, è sufficiente contattare il nostro operatore telefonico per pretenderne la disattivazione e la restituzione di quanto indebitamente percepito dalle aziende che hanno attivato i servizi abusivi.

“Se non otteniamo il dovuto, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si dovrà procedere con un reclamo formale contenente anche una diffida nei confronti della società telefonica e, in caso di mancata risposta o risposta insoddisfacente si potrà agire in giudizio previo tentativo obbligatorio di conciliazione”.

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Redazione
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