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Arriva GoogleBook: il computer che porterà l’eredità dei Chromebook in piena era IA

Il 12 maggio 2026 durante il suo evento digitale The Android Show, Google ha presentato una nuova tipologia di prodotto chiamata Googlebook: una categoria di computer portatili pensata fin dall’inizio per l’era dell’intelligenza artificiale.

L’annuncio è stato affidato ad Alexander Kuscher, direttore software di ChromeOS, che ha definito questa nuova scommessa come il passaggio da un “sistema operativo” a un “sistema di intelligenza”; un nome altisonante, certo, ma senza dubbio interessante per il futuro della tecnologia di uno dei più importanti player mondiali.

Quando il computer è pensato direttamente per una tecnologia specifica?

Quando nel 2011 il Chromebook è arrivato sul mercato, la proposta era chiaramente diversa da tutto ciò che esisteva prima.

Il Chromebook era un portatile le cui funzioni vivevano quasi tutte all’interno del browser Chrome, senza un archivio locale significativo, economico e sicuro. Quella era l’epoca delle webapp e in quel momento la scelta aveva perfettamente senso, ma di acqua sotto i ponti da allora ne è passata.

La novità più importante che Googlebook porta con sé è questa: unire in un’unica scocca Android e ChromeOS, così da integrare profondamente l’IA nel tutto grazie a Gemini. In altre parole, Google ha preso il meglio delle sue due grandi piattaforme e le ha fuse in qualcosa di nuovo.

Questo sistema operativo, il cui nome in codice al momento è Aluminium OS, non ha ancora una denominazione definitiva: secondo quanto dichiarato ne sapremo di più nel corso dei prossimi mesi e anni.

Il cursore che pensa al posto tuo

Se c’è una funzione che racchiude la filosofia di Googlebook questa è rappresentata dal Magic Pointer.

Sviluppato insieme al team di Google DeepMind, il Magic Pointer è un cursore che quando spostato sopra uno specifico elemento dello schermo e scosso leggermente, permette di indicare a Gemini di eseguire un analisi del contesto, mostrando suggerimenti d’azione direttamente accanto al puntatore.

L’idea è semplice: se indicheremo una data in una mail per programmare una riunione, oppure selezioneremo due immagini, come un soggiorno e un nuovo divano, per visualizzare all’istante come starebbe il mobile nella stanza lo potremo fare col Magic Pointer chiedendoci un minore numero di interazioni. Google lo presenta come l’evoluzione logica di uno strumento che, curiosamente, non veniva toccato da decenni: il puntatore del mouse!

Il rischio è che questo pointer possa diventare il prossimo grande salto nell’innovazione del puntatore del mouse, a decenni di distanza dell’introduzione del clic destro.

Tra smartphone Android e Chromebook

Se è vero che l’integrazione tra portatile e smartphone è da anni il sogno di molti produttori, Google sembra aver affrontato il problema con più ambizione di chiunque altro fino a questo momento.

Ad esempio, una delle novità dei Googlebook è rappresentata dalla funzione Cast My Apps, che permette di usare le applicazioni del telefono direttamente dal portatile, ampliando le possibilità operative e di intrattenimento: dalla gestione dei social network allo streaming, fino all’accesso a giochi mobile o piattaforme di casino online, senza dover passare continuamente da un dispositivo all’altro.

Anche Quick Access è una funzionalità simile per intenzioni, poiché vuole rendere possibile vedere, cercare e copiare file salvati sul telefono direttamente dall’esplora file di Googlebook.

Di carne al fuoco ce n’è tanta e Google sa che così facendo rischia di scontentare una particolare tipologia di utenti: quelli che oggi hanno Chromebook. Per questo, l’azienda ha voluto chiarire che l’arrivo dei Googlebook non implica la fine immediata di questa famiglia di dispositivi.

Secondo fonti citate dai media specializzati, gli attuali Chromebook continueranno a ricevere supporto tecnico e aggiornamenti di sicurezza mentre inizieranno semplicemente a convivere con i nuovi dispositivi. Questi saranno realizzati dagli stessi partner di sempre, con nomi altisonanti come Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo che finiranno per produrre i primi modelli di Googlebook, in arrivo sul mercato per l’autunno.

I prezzi e le specifiche tecniche precise restano ancora un’incognita ma la direzione è chiara: Google ha scelto di puntare, con una dichiarazione di intenti palese, sul futuro dell’hardware e su un nuovo modo di intendere i dispositivi.

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Redazione
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