Un dibattito che ha impegnato la politica regionale per tutto il pomeriggio. Dopo la decisione della Unione Europea di allargare la fascia di quarantena e l’appello, ennesimo, di Michele Emiliano per un intervento del Governo centrale, il consiglio regionale monotematico è proseguito con gli interventi di numerosi esponenti politici che hanno operato distinguo e sottolineature su un problema che, in fin dei conti, avrebbe dovuto essere affrontato con molta più determinazione da parecchio tempo e da tutti.
“Sarebbe stato necessario un atteggiamento diverso da parte del Presidente della Regione Michele Emiliano e dell’assessore Di Gioia per quel che riguarda la problematica xylella, che ogni giorno, in questi tre anni di Governo, sarebbe dovuti andare in Europa a battere i pugni”.
Cosi Cristian Casili (M5S) secondo cui “l’Europa è corresponsabile di quanto è avvenuto sul nostro territorio”, perché ha emanato una serie di direttive che concernono proprio misure di protezione contro l’introduzione e la diffusione nella Comunità europea di organismi nocivi ai prodotti vegetali. “L’UE – si è chiesto Casili – ha fatto quello che doveva fare nel momento in cui, da quello che ci è stato detto, noi abbiamo introdotto questo batterio all’interno del nostro territorio? Allora ci si lamenta delle pochissime ed esigue risorse che sono arrivate dal Governo”. Ma nessuno a riuscito a far capire che la situazione in Provincia di Lecce stava implodendo. Quando sono arrivate risorse sono state talmente esigue da non poter pensare ad una riprogrammazione delle attività”.
Rivolgendosi al presidente Emiliano, Francesco Ventola (Dir) si è augurato di mettere in pratica un approccio emergenziale e strategico, non politico alla questione xylella, per il quale serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. “La politica, quella vera – secondo Ventola -, quella alla quale noi chiediamo il consenso, ha l’obbligo di raccontare la verità. Mi auguro che nella sua relazione conclusiva ci sia una lettura diversa, che sia di prospettiva, per capire che cosa da oggi dobbiamo poter fare, e insieme si vada sul territorio a fare quella sana pedagogia che dica realmente le cose come stanno, nel rispetto dei pugliesi”.
Un cambio di passo è stato auspicato da parte di Ernesto Abaterusso secondo cui “la politica, le Istituzioni, la Regione, il Governo nazionale, il Governo europeo devono assumersi le responsabilità. Bisogna dare risposte alle imprese e ammettere che il sistema di gestione dell’emergenza Xylella non è stato svolto come la situazione imponeva, ma in questo Consiglio io non credo che sia utile fare polemiche e andare alla ricerca di responsabilità”. Oggi ci troviamo di fronte a una procedura di infrazione, ci troviamo di fronte a un dramma, una tragedia che ha colpito il Salento prima e rischia di colpire la Puglia poi. Quindi, non è tempo di fare processi. Non possiamo stare più immobili aspettando che siano altri a fare il primo passo, anche perché quel passo nessuno ci può garantire che sia il passo giusto. Serve una maggiore determinazione nel fronteggiare queste emergenze e nell’individuare un programma di interventi che consenta alle imprese agricole colpite da questo batterio, da questa tragedia, di guardare al futuro, ad un nuovo sviluppo anche oltre la Xylella fastidiosa. “Non è possibile – ha aggiunto Abeterusso – che ci vogliano anni per avviare la liquidazione degli indennizzi agli agricoltori che hanno presentato domanda tre anni fa. Abbiamo 12 milioni di euro disponibili già dal 2016 e ancora oggi non si è provveduto a pagare le imprese. I ritardi si possono accettare se mancano le risorse, ma se le risorse ci sono questi ritardi non sono giustificabili. Vediamo chi sono i responsabili ed evitiamo che ciò possa continuare a succedere”.
Cosimo Borracino (NNP) ha illustrato i contenuti dell’ordine del giorno che ha posto all’attenzione dell’assemblea, con cui si impegna in particolare il Governo regionale ad investire maggiori somme per la ricerca di specie di olivo resistente in tutto o parzialmente al batterio; per lo studio della Xylella, oltre allo scopo di individuare future terapie applicabili, evitando così che si ripropongano voci di improbabili metodi naturali sufficienti a risolvere il problema; ad investire maggiori somme per lo studio del vettore prevalente della Xylella, di altri potenziali vettori, dei loro cicli biologici e del periodo di migliore intervento, anche chimico, con minore impatto ambientale. L’odg chiede anche di investire maggiori somme per lo studio della potenziale diffusione del batterio, anche attraverso l’approfondimento della conoscenza delle specie vegetali coinvolte a vario titolo; a garantire agli olivicoltori le provvidenze economiche sufficienti alla sostituzione delle piante eradicate e alla diffusione di pratiche agronomiche in grado di contenere la moltiplicazione dei vettori; infine, a costituire per aree definite comitati di confronto e consultazioni con il coinvolgimento dei Comuni, delle associazioni dei produttori, delle organizzazioni sindacali di categoria, delle associazioni di cittadini per evitare che informazioni sbagliate o fuorvianti orientino in modo antiscientifico e provochino ulteriori danni.
“Non possiamo continuare ad andare avanti a colpi di slogan”. Così Domenico Damascelli (FI) secondo quella della xylella “ una problematica che va attenzionata e va curata con la stessa attenzione che si rivolge alle aree terremotate. Noi continuiamo in Puglia a ricevere delle scosse fortissime rappresentate dall’avanzo della Xylella sempre più verso il centro e il nord della Puglia che nessuno riesce ancora ad arrestare. Si tratta veramente di uno scempio, di un disastro economico, ambientale e paesaggistico che ha delle chiare responsabilità politiche sin dal primo momento. Su questo abbiamo sempre assunto atteggiamenti costruttivi, propositivi, ma sino ad oggi, purtroppo, non possiamo riscontrare alcun concreto risultato.
Si tratta di una ferita incalcolabile alla produzione regina della Puglia. Abbiamo soltanto assistito a micro interventi normativi, privi di ogni programmazione seria e complessiva per governare seriamente il fenomeno”.
Secondo Enzo Colonna (NSP) quella della xylella “è una materia che più di altre non presenta alcuna certezza. Io , che coltivo il dubbio, che è il dubbio della scienza, non ho certezze, difendo e ringrazio per il lavoro svolto. Perché nel momento in cui ci si presenta qui con delle certezze senza ricostruire l’attualità dei fatti, l’attualità consumata nel tempo di decine e decine di ricorsi giudiziari, di indagini, di sequestri, di manifestazioni, di proteste, se abbiamo l’onestà intellettuale di ricostruire la continuità storica degli eventi e ci limitiamo ora a prendere atto di disavventure collettive, ripeto, indugiamo ancora in una politica che si autoassolve e continua a puntare l’indice contro altri”.
“Siamo convinti non ci sia bisogno di un provvedimento di estensione dell’area di quarantena, ma siamo convinti che bisogna andare avanti con più speditezza, con maggiori strumenti e con maggiori risorse, sulla via tracciata, per evitare che il fenomeno aumenti”. Lo ha detto il capogruppo PD Francesco Paolo Campo proponendo un ordine del giorno che punta a impegnare il governo regionale a sollecitare quello nazionale per ottenere un provvedimento normativo che agevoli “l’applicazione immediata delle misure fitosanitarie in deroga a eventuali vincoli territoriali, ambientali, paesaggistici, architettonici presenti sul territorio oggetto di intervento” e l’opposizione “in ogni sede alla modifica dei confini delle aree infette approvata oggi dal Comitato fitosanitario europeo”.











