In occasione della manifestazione organizzata questa mattina a Bari dai dipendenti del settore del gioco legale in Puglia, tutti gli aderenti all’associazione A.gi.re. (Associazione Gioco e Scommesse Rete Esercenti) abbasseranno le serrande fino alle 15 per scendere in piazza e per far sentire la propria vicinanza ai lavoratori del settore nel giorno in cui il Consiglio Regionale della Puglia dovrebbe esprimersi sulla proroga (o meno) dell’entrata in vigore del “distanziometro“.
“Alla manifestazione parteciperanno lavoratori di tutta la Regione, dal capo di Santa Maria di Leuca al Foggiano: i lavoratori si sono organizzati con pullman e auto, in totale saremo almeno 3.000 ad andare a Bari. È un momento importante, si decide il futuro di centinaia di famiglie», ha spiegato Angelo Basta, presidente di Agire, che sollecita ulteriormente “un tavolo di confronto con le istituzioni per cercare strumenti idonei ad arginare il fenomeno” del gioco patologico, “invece di espellere l’offerta legale da questa Regione”.
Oggi dunque sarà una giornata campale per il mondo dei giochi in Puglia: in Consiglio Regionale si vota una modifica della legge regionale sul “contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico”. Dall’esito del voto dipende il futuro del settore. Per questo, davanti alla sede del Consiglio Regionale, è prevista una manifestazione di operatori, che hanno già incassato la solidarietà dei colleghi di altre regioni. Vediamo nel dettaglio i punti principali della legge regionale, la proposta di modifica e le conseguenze derivanti dalla eventuale approvazione.
Cosa prevede la legge pugliese sui giochi? Analogamente alle normative vigenti in altre regioni italiane, la legge, approvata il 13 dicembre 2013, disciplina l’esercizio delle sale da gioco e l’installazione di apparecchi da intrattenimento (slot e Vlt), “nonché ogni altra tipologia di offerta di gioco con vincita in denaro”. Secondo l’articolo 7, l’autorizzazione all’esercizio non viene concessa nel caso di ubicazioni in un raggio inferiore a cinquecento metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi e centri giovanili, centri sociali e strutture sanitarie. Ai comuni è data peraltro facoltà di individuare altri luoghi sensibili in cui può non essere concessa l’autorizzazione.
Qual è il punto caldo su cui si discuterà domani in Consiglio Regionale? Il punto riguarda la durata delle licenze esistenti al momento dell’entrata in vigore della normativa. Il testo prevede che decadano dopo cinque anni dall’approvazione e il rinnovo sarà concesso solo agli esercizi in regola. In sostanza, tutti i punti di gioco ubicati a meno di 500 metri dai luoghi sensibili saranno considerati fuori legge a partire dal 20 dicembre 2018.
Chi ha proposto la modifica della legge e cosa riguarda? Si tratta di un emendamento proposto dal consigliere regionale Abaterusso (Leu) e già approvato in Commissione Sanità. Secondo la proposta di modifica, le licenze, anziché decadere il 20 dicembre 2018, sarebbero prolungate fino «alla data di emanazione del Testo Unico in materia di prevenzione e trattamento del gioco d’azzardo patologico». In pratica, tutto prorogato fino all’approvazione di una legge nazionale sui giochi.
Quali reazioni ha suscitato la proposta? L’opposizione del M5S si è detta contraria alla modifica (al netto di qualche voce in dissenso). La maggioranza pareva orientata ad accoglierla, ma una dichiarazione del nuovo assessore allo Sviluppo Economico, Mino Borraccino (Leu), ha espresso la contrarietà della Giunta, rimescolando le acque in vista del voto del 30 ottobre.
I sostenitori della proposta mettono l’accento sulla possibile perdita di posti di lavoro conseguente alla decadenza delle licenze. Ci sono numeri al riguardo? Secondo un recente studio dell’Eurispes, l’applicazione della legge regionale, in caso la modifica non venga approvata, brucerà 9 mila posti di lavoro e porterà alla chiusura dell’80% delle rete legale. Sono 2.891 i posti di lavoro che verranno persi negli “esercizi dedicati” – come sale bingo, agenzie di scommessa e sale dedicate – a questi si aggiungono 5.151 lavoratori «degli “esercizi generalisti” che offrono gioco legale», come bar e tabacchi. Senza una proroga, la legge pugliese imporrà la chiusura di circa 700 punti gioco, dislocati al di sotto dei 500 metri dai punti sensibili.











