Quello che era stato chiesto ai ragazzi del Foggia, impegnati questa sera con la Cremonese nell’anticipo della sedicesima giornata del campionato di Serie B era soprattutto di far vedere la voglia di lottare, l’agonismo e l’atteggiamento positivo di una squadra che deve dare tutto in campo per cercare di conquistare il successo.

In panchina, per la prima volta, Gaetano Pavone, in attesa dell’ufficializzazione di Pasquale Padalino alla guida tecnica, e di fronte la Cremonese, squadra compatta e di buon livello che da un mese è affidata alla cura di Massimo Rastelli.

Ed il Foggia ha fin dal fischio di avvio aggredito gli ospiti. Ci hanno provato con grande grinta e con un pressing a centrocampo che ha portato subito la gara in discesa. Ma il Foggia ha messo anche tecnica e voglia di vincere in campo. Iemmello e Mazzeo si sono cercati, spesso senza riuscirsi, ma lasciando intravedere quella coppia di attaccanti di valore per la Serie B che era nei piani della società ad inizio stagione.

La cronaca parla di un Foggia arrembante e sospinto dal proprio pubblico e che ha trovato, meritatamente, il gol con Mazzeo (forse in fuorigioco) dopo nemmeno un quarto d’ora.

Ma dall’altra parte, lo dicevamo, c’è una squadra quadrata e con un gioco spesso arioso alla ricerca di un tridente offensivo molto ben assortito: la tecnica di Castrovilli, la potenza di Paulinho e la velocità di Carretta.

I lombardi dopo aver subito il gol entrano in partita e si mettono a fare un pressing intenso, accumulando calci d’angolo. E loro sono molto bravi sulle palle inattive. Lo dimostrano al 21′ quando con Mogos riescono a riportare il risultato in equilibrio.

Tutto da rifare per il Foggia, e facce tirate in panchina e sugli spalti, con qualche vecchio fantasma che sembrava sul punto di riaffacciarsi dalle parti dello Zaccheria.

Ma questa volta le cose vanno diversamente. A suonare la carica è Kragl che, come ormai sua consuetudine, si appropria di tutte le palle inattive. E’ su una di queste, da oltre trenta metri, che lascia partire una sassata di sinistro che lascia fermo Ravaglia e si insacca: 2-1 e palla al centro. Nemmeno il tempi di esultare che Gerbo ci riprova ancora da lontano. Traversa e palla sulla capoccia di Iemmello che, con Ravaglia per terra, centra la porta con una palletta facile facile. Due gol in tre minuti e partita messa in tasca prima dell’intervallo.

La situazione ideale per il Foggia che, nella ripresa, ha per lunghi tratti gestito la gara, abbassando i ritmi quando era possibile, e cercando rapidi contropiedi verso Ciceretti e le due punte in campo. Nella ripresa si vede di più la Cremonese, con Strefezza meglio di Carretta e Migliore sempre pericoloso sull’out di sinistra, soprattutto quando Zambelli si fa beccare fuori posizione (ma ha spinto tanto il terzino rossonero). Gerbo e Busellato corrono per tre ed Agnelli orchestra il centrocampo chiudendo spazi importanti davanti alla difesa.

Il risultato non cambia più e per i rossoneri, dopo 70 giorni e 7 partite (2 sconfitte e 5 pareggi) il Foggia torna al successo. Una vittoria piena, indiscutibile e con merito. Che ha fatto, forse, ricompattare un gruppo apparso scollato nelle ultime uscite e probabilmente ha anche ridato fiducia ad un pubblico che, va detto, non ha mai smesso di incitare la squadra.

Padalino si trova in eredità una squadra in salute e con una posizione di classifica ancora deficitaria, ma soprattutto per la penalizzazione di inizio campionato.

Banner donazioni
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.