Difficile trovare qualcosa da salvare nel Foggia che a Perugia ha subìto una sconfitta secca e meritata. Forse, a voler essere buoni, si può salvare il tentativo di controllare la gara nel secondo tempo quando, già sotto di due reti, con Chiaretti e Mazzeo in campo Pasquale Padalino ha provato a dare ossigeno ad una formazione per il resto in evidente e chiara difficoltà fin dalle battute d’avvio.
Bene anche Bizzarri, autore di alcune parate di pregevole fattura e che ha evitato un passivo ancora più pesante. Per il resto si salva ben poco.
Male l’atteggiamento, troppo rinunciatario, male la fase difensiva, che non è stata in grado di arginare le continue volate in contropiede dei padroni di casa, male il centrocampo incapace di filtrare e di dare continuità al possesso di palla. Male l’attacco, senza idee e molto confusionario. Male tutta la squadra che non ha mai fatto vedere di essere in grado di fare qualcosa di più che da buon sparring partner del Perugia.
Gli umbri dal canto loro hanno disputato un buon match, con un Kouan alla prima partita da titolare una settimana dopo aver compiuto 19 anni che ha fatto impazzire i difensori del Foggia. Verre si è confermato grande motore della fase avanzata di Alessandro Nesta, e Bianco abile intessitore di gioco in mezzo al campo.
La cronaca vede il Foggia con molti cambi, forse anche a causa delle tre gare ravvicinate in queste festività natalizie. Padalino manda in panchina Kragl non al meglio, lancia Cicirelli nell’insolito ruolo di interno di centrocampo al posto dello squalificato Gerbo ed in attacco Galano e Gori. Ma i piani tattici del Foggia, che probabilmente prevedevano verticalizzazioni alla ricerca dello spunto personale di Galano, chiamato a muoversi intorno a Gori, sono andati in fumo dopo 13′ quando Kouan è fulmineo ed insacca la prima delle sue due reti punendo una difesa del Foggia ferma e mal posizionata con Ranieri nel chiamare un fuorigioco in ritardo sul lancio di Verre.
Per il Foggia nel primo tempo arrivano soltanto un paio di punizioni dalla destra che non vengono ben indirizzate. Il Perugia invece è letale in contropiede e colpisce ancora con l’ivoriano.
La partita si mette benissimo per Nesta e Gabriel deve effettuare l’unico intervento della sua gara nel recupero del primo tempo su un colpo di testa di Gori.
Nella ripresa il Foggia ricomincia con un piglio positivo, e cerca di controllare il gioco. A lungo sembra anche riuscirci, anche perchè il Perugia si affida al contropiede ed alla qualità di Verre (il suo miglior giocatore). Vido (entrato per l’acciaccato Melchiorri) corre e lotta su ogni pallone e la difesa biancorossa guidata da Gyomber non viene quasi mai impensierita dalle punte foggiane.
Nemmeno Kragl, entrato nell’ultimo quarto d’ora, riesce ad incidere sul match (per lui un cartellino giallo e poco altro), con un Foggia ormai stanco e sfiduciato. Ed alla fine arriva, giustamente, anche il sigillo personale di Vido a coronare, in pieno recupero, una partita con i fiocchi di tutta la formazione umbra.
Per il Foggia, dunque, una serataccia ed una partita da dimenticare in fretta.
Anzi, da rivedere prima possibile e da memorizzare. Perchè errori così chiari e così globali non devono più essere rifatti se ci si vuole tirare fuori dai bassifondi della classifica.






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