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Quota 100, da adesso si possono presentare le domande nel portale dell’Inps. L’istituto nazionale di previdenza sociale, infatti, ha dato il via con un twitter al meccanismo, appena introdotto dal Governo e Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nella giornata di ieri, che consente di presentare le domande per poter andare in pensione in anticipo rispetto a quanto consentito dalle precedenti norme.
LA PROCEDURA
La domanda potrà essere presentata telematicamente — se si è già in possesso del pin dell’Istituto — oppure attraverso il call center o ai patronati e agli altri soggetti abilitati.
#InpsComunica #Quota100 Pubblicate le indicazioni su come presentare domanda per la pensione anticipata. Tutte le info qui https://t.co/UHYrO8FgPY pic.twitter.com/zKfIOVkkiD
— INPS (@INPS_it) 29 gennaio 2019
L’Inps ricorda che la modalità di presentazione delle domande è utilizzabile da parte dei lavoratori iscritti alle Gestioni private, alla Gestione pubblica e alla Gestione spettacolo e sport, anche al fine di chiedere, per la pensione quota 100, il cumulo dei periodi assicurativi.
Intanto prosegue la procedura di attivazione del Decreto, secondo un cronoprogramma descritto dal Ministro Luigi Di Maio.
La settimana prossima sarà online un sito che spiegherà tutti i documenti da preparare nel mese di febbraio, a marzo si sbloccherà la domanda vera e propria, che potrà anche essere spedita utilizzando le Poste, se non si vuole utilizzare internet ed il portale. Dal 27 di aprile verranno liquidati i primi redditi di cittadinanza” per le prime domande che sian state valutate positivamente dall’Inps.
I REQUISITI
L’accesso al trattamento di pensione utilizzando la “quota 100” prevede che siano presenti i requisiti dei 62 anni di età e 38 anni di contributi. La stessa legge fissa il requisito contributivo per conseguire il diritto alla pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, per il periodo 2019-2026.
CHI RIENTRA
Quota 100 è una misura sperimentale per il 2019, il 2020 e il 2021. Secondo le stime del Ministero nei tre anni coperti potranno andare in pensione coloro che hanno almeno 62 anni d’età e 38 di contributi. La riforma riguarda, di conseguenza, i nati tra il 1952 e il 1959. Cioè tutti quelli che oggi hanno meno di 67 anni (che resta il requisito per la pensione di vecchiaia) e almeno 60 anni (perché potranno raggiungere il limite dei 62 anni nel 2021), che abbiano al 31 dicembre almeno 36 anni di contributi (nel 2021 ne avrebbero almeno 38).











