Perchè in Puglia alcuni medicinali e presidi medici costeranno (o dovrebbero costare) di più alle casse pubbliche?
Il consigliere regionale del M5S Mario Conca, oltre ad allertare il Ministero della salute e i parlamentari delle competenti commissioni, ha inviato una comunicazione al Dipartimento di Salute, all’assessore alla Sanità Emiliano e ai direttori generali delle Asl pugliesi per conoscere le iniziative che la Regione e le Aziende Sanitarie intendano attuare per garantire l’erogabilità del medicinale Orkambi (Lumacaftor/lvacaftor) per il trattamento della fibrosi cistica nei pazienti pediatrici e del sistema Free Style per la misurazione della glicemia nei pazienti diabetici.
Infatti i diabetici pugliesi, a conti fatti, farebbero molto meglio a comprare il Free Style su Amazon, dove si vende a 23,90 euro, oltre alle spese di spedizione. Eppure la Abbott, multinazionale americana che produce il sistema di misurazione digitale per il tasso di glicemia nel sangue con una striscetta di plastica e senza l’uso di aghi, alla Regione Puglia ne chiede ben 45 a prodotto: 10 in più di quanto lo pagano tutte le altre Regioni italiane.
“Apprendiamo dai giornali – spiega il pentastellato – come l’Agenzia Italiana del Farmaco nel 2017 abbia disposto la rimborsabilità dell’Orkambi per i pazienti dai 12 anni in su che presentino la mutazione F508 del gene CFTR. Di recente però è stata anche autorizzata la terapia per i bambini che contiene un dosaggio inferiore dei due principi attivi, ma non risultando il farmaco pediatrico inserito negli elenchi AIFA il prezzo è liberamente stabilito dalla casa produttrice, che avrebbe richiesto il 25% in più rispetto al medicinale per adulti. Analoga stortura è riscontrabile con riferimento al prezzo del Free Style, scatola elettronica che permette di misurare la glicemia usando una striscetta di plastica, senza più ricorrere all’ago”.
“In Puglia – sottolinea Conca – il Free Style può essere prescritto nei centri di riferimento e fornito gratuitamente solo a determinate categorie di pazienti, per lo più con diabete di tipo 1, ma la casa produttrice ha richiesto un prezzo di molto superiore a quanto corrisposto dalla altre Regioni, adducendo quale motivazione proprio l’esiguità della fornitura. Per questo chiediamo a Regione e alle Asl le iniziative messe in campo per cercare di ridurre i costi per l’acquisto di questi farmaci e la garanzia che a pagare, come purtroppo spesso accade, non siano i cittadini che hanno il diritto di curarsi e migliorare la propria qualità della vita con questi prodotti innovativi”.











