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La Corte dei Conti torna a bacchettare Emiliano sul bilancio del 2011 di Bari

Un ritardo di 40 giorni nell’approvazione del rendiconto del 2011, somme impegnate e non pagate con un carico eccessivo di debiti per un ammontare di oltre 197 milioni di euro, tempo medio nel procedere ai pagamenti alle ditte di 79 giorni contro i 30 previsti dalla legge. Le cifre della Corte dei Conti non sono certamente lusinghiere per il Comune di Bari per la gestione del 2011 quando l’amministrazione era ancora guidata da Michele Emiliano.

In particolare, i giudici contabili hanno accertato anche una serie di altri residui passivi finanziati con ulteriori indebitamenti e debiti fuori bilancio, oltre ad un forte indebitamento delle aziende municipalizzate.

A configurare anche l’ipotetico danno erariale (e sarebbe, nell’ipotesi, la seconda condanna per il candidato di centrosinistra alla guida della Regione Puglia, dopo quella sull’Asi) sono poi 36 mutui sottoscritti ma mai utilizzati, per i quali l’ente paga la bella somma di 850mila euro l’anno.

“Profili di notevole gravità, grave patologia da evitare, situazione in complessivo peggioramento, problematica non superata, accertata incapacità’. Sembrerebbe la cartella medica di un malato affetto da una grave patologia, ma invece si tratta dell’ennesimo giudizio della Corte dei Conti sulla gestione economico-finanziaria operata da Michele Emiliano negli anni in cui ha fatto il sindaco di Bari”. A parlare è Nino Marmo, vicepresidente del Consiglio Regionale.

“Già dal 2007 – ha aggiunto – presentai due interrogazioni consiliari in merito al licenziamento di un dipendente dell’Asi, uscito vittorioso da un giudizio dinanzi al Tribunale del Lavoro e di cui, ciononostante, si osteggiava il rientro nel posto di lavoro. Oggi, quella stessa mia denuncia è oggetto della sentenza dei giudici contabili ed è inutile dire che tutto il centrosinistra si strinse attorno al suo ‘intoccabile’ Emiliano, non rispondendo alle mie interrogazioni e non dando seguito alla nostra richiesta di istituire una commissione di indagine per l’Asi di Bari”.

“Chissà che pandemonio, quale canea si sarebbe verificata se un esponente del centrodestra, per giunta candidato alla presidenza della Regione, fosse stato condannato per danno erariale! – ha affermato, invece, il vicecapogruppo vicario, Erio Congedo. “E’ giusto domandarsi – ha proseguito – cosa avrebbero detto coloro che si sono dimostrati essere, in tutti questi anni, paladini della legalità a corrente alternata e che oggi hanno la bocca cucita. Un’ennesima dimostrazione del costante doppiopesismo della sinistra”.

“Mi auguro – ha detto Roberto Ruocco – che questo sia l’inizio di un movimento tellurico, che faccia una sorpresa a quelli che si ritengono impunibili”. “Emiliano – ha dichiarato Luigi Mazzei– dice di non volere nelle sue liste persone condannate per qualsiasi illecito, allora mi domando: lui, in base ai suoi criteri, si ritiene candidabile? Così come – ha concluso- mi domando se ci si possa candidare alla presidenza della Regione con una condanna sulle per danno erariale”.

“Anche sulla sanità, uno dei settori più disastrati della Puglia – ha detto Pietro Lospinuso – Emiliano ha enorme responsabilità, dal momento che l’assessorato è stato guidato quasi sempre dal suo partito, il Pd. Senza contare la mancanza di coerenza: prima dice ‘fuori la politica dalla sanità’ e poi minaccia, nel caso di elezione, di mandare a casa tutti i direttori generali appena nominati. Chissà perché”.

“Una tale situazione di dissesto che potrebbe portare al commissariamento straordinario, così come richiamato dalla stessa Corte.  Non penso che si debba aggiungere altro – conclude Marmo – per definire una palese incapacità di amministrare la cosa pubblica, con il dovuto riguardo per i soldi dei cittadini e dell’ente amministrato. Se Emiliano dovesse vincere le elezioni e riproporre a livello regionale lo schema comunale, ciò comporterebbe un default per le casse pugliesi con tutte le conseguenze a carico dei pugliesi. Bravo, bravo, Emiliano… vai avanti così!”

La difesa d’ufficio di Michele Emiliano è stata affidata ad un comunicato di Antonio Decaro, attuale sindaco di Bari. Che sostanzialmente nulla toglie ai rilievi mossi dalla Corte dei Conti (e come potrebbe…) e sottolinea come il Comune si stia muovendo proprio in quelle direzioni.

“Mi pare – ha detto Decaro – che Forza Italia abbia voluto scatenare una tempesta in un bicchier d’acqua adombrando scenari apocalittici che in realtà non sussistono. È bene ricordare ai cittadini che i rilievi – assolutamente legittimi – che la Corte dei Conti, nell’ambito della propria attività ordinaria, ha mosso al Comune di Bari, riguardano il rendiconto di gestione 2011. Nessuno di questi rilievi ha nulla a che vedere con “le tasche deicittadini” né con le imposte passate o future”.

“In generale – sottolinea Decaro – credo che la Corte dei Conti bene abbia fatto, anche in questo caso, ad offrirci una foto dettagliata delle criticità rilevate sull’esercizio 2011. Da parte nostra continueremo a lavorare nell’ottica della trasparenza dell’azione amministrativa per il contenimento dei costi e l’efficientamento della macchina amministrativa nel suo complesso.”

Sarà pur vero che non ci sono costi aggiuntivi. Ma cosa sarebbe accaduto se, puta caso, il candidato di centrodestra alla Presidenza della Regione Puglia fosse stato accusato di mal gestione della cosa pubblica?

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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