HomePoliticaRenzi fa dietro-front sull'operazione "Strade Sicure"

Renzi fa dietro-front sull’operazione “Strade Sicure”

Aveva destato scalpore la decisione del nostro esecutivo di ridurre i presidi di sicurezza nelle città, specie dopo l’ondata di microcriminalità che con l’estenuante perdurare della crisi si è ulteriormente acuita.

Tuttavia, questo potrebbe apparire in linea con la decisione discutibile di depenalizzare alcuni “reati minori”, tra cui lo scippo e il furto senza scasso. Non proprio il massimo per far sì che le città si sentano più protette.

Così la politica dei tagli lineari nel nuovo anno ci ha regalato 1.250 unità militari in meno per le strade. L’operazione nata sotto l’ultimo governo Berlusconi, aveva dato risultati eccellenti. Nelle zone sensibili le forze armate hanno affiancato le forze di polizia, garantendo un tasso di protezione sensibilmente maggiore. Nientemeno, in questi nuclei geografici s’è riscontrata una riduzione del 50% d’atti illeciti. Stralciando anche nelle zone di periferia diverse concentrazioni dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Ma qualcosa evidentemente è andato storto, e dopo l’attentato terroristico islamico a Parigi, Renzi si è rimangiato il provvedimento e per adesso l’operazione “strade sicure” è salva. Non solo, ma verrà potenziato il cordone di sorveglianza nei simulacri dell’informazione e comunque nelle sedi Istituzionali sensibili di ripercussioni a fuoco armato.

Al di la degli orientamenti politici, non si può fare economia sulla pelle della propria gente. La sicurezza, così come la sanità, l’istruzione, l’ordine pubblico, dovrebbero avere la massima priorità su tutto. A cominciare dalla finanza. Troppo spesso le casse pubbliche dimenticano gli sforzi della vita quotidiana.

Twitter @andrewlorusso

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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