Si chiamerà ʺFiera Pulitaʺ quest’anno la tradizionale fiera di Sant’Amatore, che si svolgerà nelle piazzette e nelle strade di Cellamare domenica 28 aprile e che prelude ai festeggiamenti del Santo Patrono.
L’attenzione all’ambiente, secondo l’amministrazione, va tenuta alta anche durante gli eventi pubblici. È per questo che la manifestazione è stata organizzata nell’ottica del rifiuto zero, prevista anche nella campagna di sensibilizzazione ambientale di Unimpresa e Casambulanti: gli espositori dovranno differenziare i rifiuti che poi saranno raccolti a fine giornata dall’azienda che si occupa dello smaltimento.
A questa edizione è affidato il compito del grande rilancio della fiera. Negli ultimi dieci anni, infatti, la scarsa affluenza di visitatori ha scoraggiato gli espositori.
ʺLo scorso anno – dice il sindaco Michele De Santis – c’erano forse tredici o quattordici bancarelle. Ricordo, invece, che nel ’95, quando sono arrivato a Callamare dal mio paese di origine, sono rimasto impressionato dalla gente che c’era e che proveniva anche dai comuni vicini. Tantissimi erano anche gli espositori delle diverse categorie merceologiche. Era una vera a propria festa. Quest’anno, insieme all’assessore Carbonara (Cultura, Turismo e Spettacolo, ndr) e al consigliere Salvemini, che ha la delega per fiere e mercati, abbiamo lavorato incontrando le associazioni di categorie per definire un programma ricco ed equilibrato. L’obiettivo è dare una vetrina agli espositori e agli esercenti, valorizzare le tradizioni locali e far parlare di noi anche nell’ottica di un rilancio in chiave turistica del nostro borgoʺ.
Dalle 8:00 del mattino al primo pomeriggio, i visitatori della fiera potranno assistere a spettacoli di magia e i bambini partecipare ad attività ludiche di animazione a loro dedicate.
La sera, poi, in piazza don Bosco, sotto la torre dell’orologio, ci sarà una sfilata di moda e un concerto di musica anni Settanta-Ottanta-Novanta.
Il 4 maggio, invece, sarà il corteo storico a snodarsi per le vie più caratteristiche di Cellamare, rievocando per la quindicesima volta l’episodio forse più importante della storia del paese: la consegna della reliquia del santo martire spagnolo alla chiesa matrice da parte del duca di Giovinazzo Domenico Giudice. Fu proprio lui che diede il via, nel 1670 circa, alla tradizione della festa patronale di Cellamare, di cui era anche principe. L’idea di consumare i cibi della tradizione per le strade del paese con vino locale e danze popolari fu sua: si festeggiava cosi la benedizione della reliquia da parte del parroco. Dopo tre secoli e mezzo si rinnova questo rito con un’attenzione particolare alla fiera, che apre i festeggiamenti invitando cittadini e devoti di sant’Amatore al rispetto dell’ambiente e al recupero del patrimonio storico-culturale.











