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Asl di Lecce: due bandi per lo stesso servizio. Chi deve chiarire chiarisca

Lavanderia e biancheria. Tutto compreso. Bando regolare, vittoria senza discussioni. Affidamento del servizio. Costo complessivo 20 milioni di euro. Dopo di che bisogna fare un altro bando, di “soli” 60mila euro, per gli stessi servizi solo per il 118, peraltro servizi ben ricompresi nel bando principale. Accade a Lecce. Nella Asl salentina.

Una semplice “dimenticanza”, la scarsa conoscenza dei bandi in corso e dei contratti attivi nella propria azienda, o forse faciloneria e noncuranza quando si spendono i soldi di Pantalone, ovvero delle tasse che gli italiani pagano con tanta fatica?

Un servizio di lavanderia e biancheria che dovrebbe essere fiore all’occhiello di una sanità efficente e che invece rischiano di diventare un paradosso del doppio pagamento per uno stesso servizio. Le cose sono due: o nel primo bando il servizio non è stato ricompreso, oppure lo era. In quest’ultimo caso bisogna capire se la Asl ha pagato due volte per un servizio evidentemente non fornito, o se il servizio non era dovuto.

In ogni caso qualcuno ha fatto un errore. Di valutazione o di attuazione. Ed in ogni caso è necessario un chiarimento. Ed anche in tempi brevissimi.

“Paghi 20 milioni di euro per il servizio di lavanderia e biancheria, ma poi fai un altro bando di 60 mila euro per lo stesso servizio. Succede alla Asl di Lecce dove, nonostante il famoso appalto vinto dalla Lavit di Foggia, è stata indetta un’ulteriore gara per il servizio di fornitura del 118 che, invece, era ricompreso nel primo contratto di affidamento. Ma come vengono spesi anzi, sprecati i soldi dei cittadini?”. Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Luigi Mazzei, che ha depositato un’interrogazione consiliare a riguardo.

“Mi domando, allora, – aggiunge – quale materiale, indicato nel bando, sia stato effettivamente fornito, se c’è stato bisogno di un secondo bando per la biancheria del 118. È veramente singolare e ritengo si possa serenamente ipotizzare un danno erariale: si paga due volte per lo stesso servizio già profumatamente pagato! Tra l’altro, sul materiale fornito ci sono etichette ‘Made in Moldavia’, che non garantiscono la qualità del prodotto (aspetto assolutamente non secondario, dal momento che potrebbe essere causa di infezioni). A questo punto, non mi resta che chiedere spiegazioni urgenti ed immediate al nuovo direttore generale dell’Asl, Giovanni Gorgoni, e all’assessore regionale Pentassuglia. Non si può continuare ad accettare uno spreco simile di soldi pubblici, in una Regione dove le liste d’attesa sono vergognose, così come il costo delle cure e l’aumento delle tasse al cittadino, a fronte di un’offerta sanitaria pressoché inesistente”.

È il momento – conclude Mazzei – di fare chiarezza: se stavolta non si riceveranno risposte adeguate, valuterò di ricercarle ricorrendo alle autorità competenti. I pugliesi sono stanchi”.

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Redazione
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