Pensavano di farla franca, e dopo aver regolarmente timbrato il cartellino si allontanavano dal proprio posto di lavoro.
Timbravano il cartellino e abbandonavano il posto di lavoro: per questo otto dipendenti della Asl di Foggia, tra cui un primario a San Severo sono stati messi agli arresti domiciliari. Un dirigente della stessa Asl è stato sospeso dal servizio.
L’operazione è stata condotta dalla guardia di finanza che ha avviato le indagini dopo la segnalazione della stessa Azienda Ospedaliera e di alcuni dipendenti che hanno notato i comportamenti illeciti dei colleghi. L’accusa è di truffa nei confronti della Asl.
L’episodio più significativo dei casi di assenteismo all’ospedale di San Severo (Foggia) che ha portato stamani ad otto arresti è quello di un operatore tecnico specializzato che, dopo aver timbrato il cartellino, trascorreva intere giornate presso lidi balneari e non aveva alcun problema a pubblicare le foto delle sue ‘vacanze’ su social network.
Poi c’è il primario del reparto di rianimazione, Giuseppe Altieri, posto anche lui ai domiciliari, che si allontanava dal lavoro per interi pomeriggi trascorrendoli in giro per la città o tornando a casa e, in alcune occasioni, attestava anche di aver eseguito prestazioni specialistiche al fine di smaltire le liste d’attesa dei pazienti, ricorrendo ad ore di straordinario.
Gli indagati, per mascherare l’assenza dal posto di lavoro, oltre ad utilizzare la ormai rodata mancata timbratura del badge all’atto dell’allontanamento dal servizio, provvedevano, direttamente o grazie a due colleghi addetti all’inserimento dei dati nel database delle attività di servizio prestate, complici nella truffa, ad alterare le informazioni contenute nel sistema informatico di registrazione delle presenze.











