Proclamato oggi nell’aula consiliare di Palazzo di Città il cinquantesimo sindaco di Bari: Antonio Decaro, che avvia così il suo secondo mandato.
Nella cerimonia di proclamazione odierna un emozionato Decaro ringrazia tutti presenti e non, cita i primi sindaci di Bari e si chiede “Cosa ho fatto per poter indossare ancora una volta questa fascia tricolore?”.
“Questa fascia – ha continuato il sindaco – che rappresenta il simbolo delle gioie e delle fatiche di essere sindaco, è anche il simbolo dell’Unità del Paese, da nord a sud, piccole e grandi comunità, da Roma, la capitale con milioni di abitanti, al Comune di Moncenisio, il Comune più piccolo, con soli 29 cittadini”.
Ringrazia la famiglia che oggi non ha potuto assistere alla cerimonia di proclamazione e non poteva non dedicare un sentito pensiero a Emanuele Crestini, il sindaco di Rocca di Papa morto oggi a seguito dell’esplosione del 10 giugno scorso.
“A sindaci come Enrico Dalfino o come Emanuele Crestini, il sindaco di Rocca di Papa, morto questa mattina a seguito dell’esplosione della palazzina in cui era entrato per salvare alcuni suoi concittadini, dedico questa giornata e il mio impegno nelle istituzioni. Al sindaco Crestini vanno l’applauso e il saluto della città di Bari, a lui che è uno degli eroi quotidiani del nostro Paese”.
Decaro: “Prometto di non voltare mai le spalle alla mia città e ai baresi”
“In questi cinque anni, tante volte sono stato in quest’aula. Qui dentro ci siamo arrabbiati, abbiamo litigato, abbiamo approvato provvedimenti importanti, in quest’aula abbiamo avuto l’onore di rappresentare i nostri concittadini. Anche stamattina, qui, si è tenuto il Consiglio comunale”.
“Consegnandomi l’onore di indossare questa fascia, per la seconda volta, i baresi mi hanno detto: “Antonio, vai avanti”. Io, oggi, dico loro: “Io da solo non posso andare da nessuna parte, andiamo avanti insieme”.
“Io prometto di non voltare mai le spalle alla mia città e ai baresi che ho incontrato per strada in questi anni, perché mi hanno insegnato a guardare sempre avanti, perché mi hanno insegnato che, quando tutti dicono che è impossibile cambiare, noi ce l’abbiamo fatta. Perché i baresi, con la loro straordinaria tenacia mercantile, mi hanno insegnato cosa voglia dire poter contare su di loro”.
E’ un Decaro che richiama ancora una volta al senso di responsabilità che deve avere il Sindaco: “Ogni volta che mi siedo alla mia scrivania, ogni volta che entro in questa stanza, ogni volta che firmo una delibera, ogni volta che indosso questa fascia, non esiste più “quello che voglio”. Non esistono più i desideri del cittadino Antonio Decaro. Esiste solo il sindaco della città di Bari che deve adempiere alla sua funzione pubblica con disciplina ed onore”.
Responsabilità e doveri ma anche la necessità di rappresentare tutti da “chi mi ha votato”, a “chi non mi ha votato” ma anche, “chi è emarginato, di chi è discriminato per le sue condizioni economiche, sociali, culturali”.
“Sono il sindaco di chi è fuori da quest’aula, e non applaude alla mia rielezione, ma spera ugualmente che io faccia di più e faccia meglio di prima, che io riesca a migliorare la sua vita e quella dei suoi cari.
Altro che fare quello che voglio. La responsabilità, la disciplina e l’onore mi impongono di fare quello che vogliono loro, i cittadini più deboli della mia città”.











