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Inizia in salita il campionato del Lecce 2019-2020. Che la serie A fosse un campionato difficilissimo era noto. Ma che dopo 180 minuti il Lecce fosse fermo a zero punti e zero marcature rientrava solo tra le previsioni più nere. E invece il percorso si complica a causa di un calendario in salita ma soprattutto di un brutto stop nella seconda giornata contro il Verona di Juric. Ad ascoltare gli analisti il Verona doveva essere una squadra spacciata e già condannata alla B. Ma il campo nelle prime due giornate ha detto altro. Un punto col Bologna e tre a Lecce. Ad onor del vero, i gialloblu hanno giocato un gran primo tempo mettendo alle corde il Lecce. Il gol, paradossalmente, è arrivato nel secondo tempo, all’81esimo quando i giallorossi stavano giocando se non bene comunque meglio rispetto a prima. Basta guardare un piccolo particolare: i cambi. Da una parte, mentre Liverani metteva La Mantia per Shakhov per provare a vincerla, Juric toglieva Kumbulla (ammonito) inserendo l’altro difensore Bocchetti sapendo che gli ultimi dieci minuti sarebbero stati un assedio. Invece proprio mentre i giallorossi premevano sull’acceleratore l’ex Pessina ha trovato il gol partita a 10 minuti dal termine. Una gara da due volti, dunque, nella quale nel primo tempo il Lecce è rimasto negli spogliatoi e il Verona ha fatto davvero tanto gioco a buon ritmo. Il secondo ha presentato, da subito, una diversa impostazione. I ragazzi di Liverani sono sembrati volenterosi e ben predisposti. Il resto è storia.

Volendo dare uno sguardo ai reparti sicuramente non sono funzionate le fasce. Il centrocampo è stato battuto dal reparto centrale veronese oggi in grande spolvero. L’attacco è sembrato un po’ senza troppo peso. Falco e Lapadula vogliosi di fare molto ma poco incisivi. Il Verona dal canto suo ha disputato una signora partita con buoni collegamenti tra i reparti, con proprietà di palleggio notevole, e con un atteggiamento atto a togliere il tempo alle giocate leccesi.

Primo tempo

Parte bene il Lecce nel primo tempo, ma dopo appena sei minuti è subito Verona. Mancosu fa impazzire Kamulla che è costretto a fermarlo con le cattive e a prendersi il giallo. Sulla fascia destra il Benzar dei primi cinque minuti sembra in giornata, si propone, chiede palla e prova a rendersi utile. Purtroppo l’inizio positivo non continua. Il Verona prende il pallino del gioco e non lo molla più. Gabriel è costretto agli straordinari prima su Rrahamani in seguito su Lazovic. Nel frattempo Zaccagni prende il palo e Faraoni mette davvero tanta paura da fuori. Le fasce, che in B erano state decisive, smettono di funzionare. Dell’Orco sembra temere la costruzione del gioco e Benzar è un po’ in confusione. Del resto al centrocampo veronese riesce di tutto. Il palleggio è davvero fastidioso per la linea centrale giallorossa. Majer e Tachtsidis fanno quello che possono per dare una mano alla difesa. Shakhov prova a farsi vedere in attacco. Liverani verso la metà del tempo sembra spazientito prima con Gabriel per un rinvio non convincente poi con tutta la linea mediana.

Secondo tempo

La seconda frazione di gioco, come detto, consegna un Lecce se non altro più agonista. Majer ha subito l’occasione sui piedi ma calcia a lato. Anche Lucioni potrebbe regalare una gioia ai tifosi ma il suo colpo di testa finisce a lato. Fino all’80esimo, minuto del gol, non succede molto di pericoloso, ma è solo Lecce. Il Verona non si affaccia mai dalle parti di Gabriel. Juric lo capisce e, come detto, mette Bocchetti a reggere l’assalto. Pessina però lo fa esplodere di gioia quando realizza il gol del match. Da buon ex non esulta ma regala un grosso dolore ai suoi ex tifosi. Mancosu potrebbe pareggiare ma Silvestri è bravo intorno al novantesimo a smanacciare il tiro dell’8 giallorosso.

Conferenza stampa

In sala stampa si presentano Juric e Liverani. Il primo ammette che il Lecce si è visto solo nel secondo tempo e che probabilmente i giocatori ancora non sono in condizioni ottimali. Le aspettative migliori sono state concretizzate questa sera anche perché la gara era stata preparata bene. Sapeva dove era forte il Lecce e dove far male. L’effetto sorpresa ha messo KO il Lecce.

Ha parole di elogio per Liverani, definito un buon allenatore che fa giocare bene la sua squadra. Al di là di ciò che arriverà nelle ultime 24 ore di mercato è soddisfatto da quanto mostrato dai suoi ragazzi.

Liverani non è affatto contento della prestazione. Conferma le scelte di formazione, ma ammette di aver perso tutti i duelli: tecnico, fisico, di personalità e anche di allenatore. La categoria è difficile e lo sapevamo, sottolinea il tecnico romano, ma la partita di oggi non è stata giocata all’altezza da nessuno, conclude. Se la squadra dovesse arrivare al 24 maggio e giocarsela avrebbe fatto un miracolo, afferma facendo tremare chi lo ascolta. Ha parole di elogio per il Verona, a cui riconosce il merito della vittoria. Chiarisce, infine, alcuni punti: sarà un campionato all’insegna della sofferenza. Prima lo capiscono tutti meglio è. Parlando di mercato non si sbilancia. Chiunque arriverà non cambierebbe la squadra. Il gruppo ha fatto e deve fare la differenza.

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Marco De Matteis
Giornalista pubblicista, scrive per PugliaIn dal 2018 e L'Edicola dal 2024. Laureato in Scienze della Comunicazione, ama tutto ciò che ha a che fare con l’estate. Gestisce una libreria nel cuore del Salento. Ama leggere e scrivere, e cura una piccola rubrica di recensioni on line, oltre che una rassegna letteraria "Libri in Terrazza". Gioca a tennis da quando aveva 7 anni, ed ora si è convertito giocando anche a Padel. Nel novembre 2020, per Editrice Salentina, pubblica "Il piano inclinato, #raccontidellaquarantena", il suo primo libro; nel luglio 2022, per Las Vegas Edizioni, esce "Ti ho trovato fra le pagine", di cui è uno degli autori; nel 2023 pubblica, per Capponi Editore, "Quattro anni in fumo".