HomeEconomia & SviluppoEconomiaCheap gas: quando il basso costo del petrolio può essere controproducente

Cheap gas: quando il basso costo del petrolio può essere controproducente

Il prezzo del petrolio a partire dallo scorso giugno ha cominciato a scendere fino a  dimezzarsi, passando da 120$ al barile a meno di 60$ dollari. All’ inizio si pensava ad un tattica degli americani per colpire la Russia. Infatti il prezzo del petrolio calato del 56% ha stravolto le previsioni della Banca centrale russa portando il paese sull’orlo di una crisi economica gravissima, con un calo del Pil nazionale previsto al 4%.

Se si pensa che le entrate derivanti dalla vendita di gas e petrolio rappresentano il 46% del budget totale del bilancio statale russo non ci stupisce il crollo del 50% del rublo in un solo anno. Ma la Russia non e’ il solo Paese a soffirire di questo nuovo quadro energetico mondiale. Il calo del greggio ha portato ad un prezzo piu’ basso della benzina, dei voli aerei e della bolletta della luce. Ma dall’ altro canto sta creando non pochi problemi al greggio non convenzionale. Sopratutto negli Stati Uniti dove si sono concentrati investimenti per centinaia di miliardi di dollari. Secondo i dati dell’agenzia di rating Fitch, dal 2009 l’emissione di strumenti finanziari ad alto rendimento da parte di società energetiche è cresciuta del 148%, con un valore dei titoli in circolazione che ormai supera i 210 miliardi di dollari.  Le società petrolifere si sono pesantemente indebitate per finanziarli. Ma con il greggio poco sopra ai 60 dollari al barile molte avranno difficoltà a ripagare i creditori.

Il Washigton post insieme ad altri autorevoli giornali americani ha pubblicato piu’ di un articolo secondo cui l’ improvviso calo del prezzo del petrolio non e’ altro che un piano strategico dell’Arabia Saudita, che starebbe di proposito spingendo i prezzi al ribasso per far andare fuori mercato le produzioni degli altri paesi. Altri osservatori ritengono questa visione poco plausibile poiché il costo di questa strategia potrebbe essere sopportabile per Riyad ma troppo doloroso per molti altri membri dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec).

E’ quanto ha sostenuto per esempio, in un’intervista a Bloomberg, Archie Dunham, presidente del gruppo energetico Chesapeake. Secondo Dunham l’Arabia “sta facendo una grande scommessa”. “Se riusciranno a far scendere il prezzo del greggio a livelli mai visti , allora gli Usa rallenteranno. Ma le conseguenze per altri Paesi Opec saranno catastrofiche”.

“Ma da quando e’ morto il re dell’ Arabia Saudita Abdullah ” scrive sempre il Washington Post – si fa un gran parlare delle sue continue manovre sul prezzo del petrolio proprio per rallentare o annientare gli sforzi politici ed economici fatti dall’ Unione Europea in primis in merito al cambiamento climatico e all’energia alternative. Alan Krupnick, direttore del Centro Economico per l’Energia e il Clima a Washigton ha dichiarato : “Piu’ basso e’ il prezzo del petrolio piu’ sara’ difficile per tutti noi riuscire a raggiungere gli obiettivi posti contro il cambiamento climatico. In breve tempo, le persone guideranno sempre di piu’ le loro machine e in una visione piu’ a lungo raggio questo puo’ avere delle consegenze negli investimenti futuri”.

Joby Warrick giornalista esperto di ambiente e Medio oriente spiega che l’Arabia Saudita potrebbe resistere con questo prezzo del greggio anche per 8 anni di fila, sbaragliando la concorrenza che non potrebbe mai sostenere questi prezzi. Mohammad al-Sabban, consigliere del governo saudita in materia energetica ha dichiarato alla BCC , subito dopo la morte del re , che la politica perseguita dal defunto sovrano in merito al petrolio sara’ la stessa che seguira’ il nuovo monarca. Chiarendo che” il prezzo cosi’ basso del petrolio permette all’ Arabia Saudita di mettere fuori mercato i produttori marginali del greggio”.

Per il Paese con 300 miliardi di barili nel sottosuolo questo abbassamento drastico del prezzo del petrolio pare sia un rischio che vale la pena correre per assicurarsi la sopravvivenza in un mondo sempre piu’ dipendente dal petrolio.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img