Ispirato dal tema dei “Sette Vizi Capitali”, il corteo dei carri del 621mo Carnevale di Putignano ha attraversato le vie principali del paese per la seconda sfilata in programma. A partire dalle ore 11 è andato in scena il consueto rituale carnascialesco che, scanzonato e irriverente, ha messo puntualmente alla berlina i vizi e i difetti dell’uomo, e in particolare del politicante.
Ben si adatta, infatti, la tematica scelta per l’edizione numero 621 del Carnevale – evidentemente desunta dalla letteratura dantesca – all’attuale momento, alla crisi economica, politica e culturale da denunciare con un’efficace “arma”, un beffardo sorriso di scherno.
Il maltempo, che aveva costretto gli organizzatori a posticipare la prima delle sfilate, non ha questa volta impedito a un folto pubblico, accorso nonostante il freddo e il forte vento, di gustarsi il corteo di maschere e carri e ammirare le creazioni dei maestri cartapestai (come sempre geniali e abilissimi), che si è dipanato in un susseguirsi di volti noti e immagini allegoriche, tra mandriani iracondi e “poveri diavoli”, un quartetto di politici facilmente riconoscibile e nientemeno che un mastodontico Jabba the Hutt ingordo e lussurioso, fino al culmine – e al termine – della dissacrante processione, coinciso con una personificazione dell’ILVA, un essere antropomorfo mostruoso che divora denaro e uomini. Il titolo del carro, The Show Must Go On, rimanda senza troppi giri di parole anche al circo mediatico sorto intorno a questa difficile situazione, a questa allucinante tragedia che, purtroppo in questo caso, non è uno scherzo di Carnevale.











