HomeCronacaEmissioni inquinanti e salute dei tarantini, le associazioni scrivono al Sindaco

Emissioni inquinanti e salute dei tarantini, le associazioni scrivono al Sindaco

Ad un anno di distanza i cittadini di Taranto attendono ancora risposte da Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto, sulla tutela della salute dei cittadini tarantini rispetto alle emissioni inquinanti dello stabilimento ex Ilva, ora ArcelorMittal. Risposta che ad oggi non sembra essere pervenuta e quindi il comitato delle associazioni “Genitori tarantini – Ets”, “Aps LiberiAmo Taranto”, “Comitato Quartiere Tamburi”, “Donne e Futuro” e “Libere e liberi cittadini firmatari della petizione” hanno nuovamente preso carta e penna per scrivere ennesima nota al sindaco. Riceviamo e pubblichiamo questa nota diffusa agli organi di stampa nella sua versione integrale:

 

“Dottor Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto,

le preoccupanti notizie che giungono dall’Arpa Puglia certificano la violazione dei limiti di legge delle emissioni convogliate del camino E312, il più grande d’Europa, senza tener conto delle emissioni diffuse e fuggitive (non misurabili perché non dovrebbero proprio esserci) che già portarono, nel luglio del 2012, la Magistratura a un sequestro senza facoltà d’uso degli impianti.

Questo è motivo di forte preoccupazione per i danni all’ambiente e alla salute dei cittadini che Lei è chiamato ad amministrare nella migliore maniera possibile e nell’interesse della collettività. A tal proposito, ci sembra superfluo ricordarLe che tra i principali e primi doveri di ogni sindaco vi è la tutela della salute pubblica e nessuna immunità può proteggere qualsiasi primo cittadino in caso di malsana gestione di questo dovere.

Esattamente un anno fa, Le vennero consegnate le firme raccolte per una petizione con la quale Le si chiedevano due semplicissime cose: 

  1. Se, secondo il Suo parere, la salute dei cittadini di Taranto era tutelata; 
  2. In caso di risposta negativa, Le si chiedeva di utilizzare tutti i mezzi e le norme che la legge Le metteva a disposizione per tutelare la salute pubblica, fino ad arrivare all’ordinanza di fermo degli impianti inquinanti.

Da un anno, i cittadini di Taranto attendono invano una Sua risposta, grazie anche agli espedienti adottati dalla sua amministrazione per rinviare ogni Sua valutazione ufficiale sull’argomento.

Tuttavia, le Sue ultime dichiarazioni sembrerebbero indirizzate verso quella tutela della salute che è diritto “fondamentale” dell’individuo ed interesse della collettività (art. 32 della Costituzione italiana). A tale riguardo, vogliamo ricordarLe che l’aggettivo “fondamentale” viene utilizzato, nella Carta costituzionale, solamente nel citato articolo, a definire quale valore si debba riservare alla salute.

Restiamo, quindi, in attesa delle risposte alla petizione “Chiudiamola qua”.

La invitiamo a tenere fede alle Sue ultime dichiarazioni in merito alla devastante situazione sanitaria procurata dall’insopportabile inquinamento industriale, a battersi con ogni mezzo per la dignità che deve essere garantita a tutti i cittadini della Repubblica italiana in egual misura, a pretendere la chiusura dell’area a caldo, a pretendere soddisfazione per dipendenti dell’acciaieria e cittadini della nostra provincia. La invitiamo, Sindaco, ad intraprendere un nuovo corso che veda finalmente la bellezza prevalere sulle brutture, la salute sulle malattie, la vita sulla morte.

Si può essere Spartani oppure no. E’ giunto il tempo di scegliere”.

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Redazione
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