Sono stati dieci giorni del tutto infuocati e, per qualcuno, non del tutto inaspettati, quelli che sono appena trascorsi per la politica di Gioia del Colle. Prima gli arresti di nove persone (tra politici, amministratori, dirigenti e dipendenti comunali, tecnici) per una presunta tangente, poi le scarcerazioni e gli arresti domiciliari (tra cui anche il provvedimento per il sindaco di Gioia Sergio Povia). Al momento l’unico a restare in carcere è l’ex vicesindaco Ventaglini.
Le opposizioni si erano date appuntamento per martedì scorso davanti ad un notaio per rassegnare le proprie dimissioni e cercare di convincere almeno altri due consiglieri di maggioranza a fare altrettanto per arrivare allo scioglimento del Consiglio Comunale, e poi il nulla di fatto, con la decisione, forse pilatesca e sicuramente con il freno a mano tirato, di riportare la discussione sul futuro del Consiglio comunale all’interno del Consiglio comunale (se e quando verrà convocato, è lecito chiedersi, a questo punto).
Ne abbiamo parlato con Giovanni Mastrangelo, eletto nella lista di Forza Italia, unico che poi ha effettivamente presentato le proprie dimissioni facendo protocollare una sua lettera nel merito dal Comune di Gioia del Colle.
L’appello è chiaro: si chiede l’intervento del Prefetto affinchè si ponga fine a questa legislatura del Consiglio comunale.











