Che non si dica che il progetto Bari abbia grosse lacune. Non perché non ce ne siano ma perché per Gianluca Paparesta dirlo destabilizzerebbe l’ambiente. Nella conferenza stampa indetta dal numero uno dei biancorossi volano accuse ai giornalisti, rei di di criticare per distruggere, e ai “gufetti”, che secondo Paparesta si divertono a parlar male della società di via Torrebella. Un monologo del presidente per dire ciò che non gli va giù, per chiarire che dietro la società non c’è nessuno (e agirà per vie legali se qualcuno ancora lo mette in dubbio) e per dire che non c’è nessun fondo o emiro o imprenditore straniero interessato al Bari. Solo la società locale Ladisa Spa che sta valutando un’acquisizione di quote societarie.
“Sono il presidente del Bari e il primo responsabile anche quando le cose vanno male. Sono il primo a gioire delle vittorie e il primo a dare un segnale quando le cose vanno male”. Inizia così il monologo di Gianluca Paparesta. “Ci metto la faccia di fronte ai tifosi e a tutti quelli che vogliono bene al Bari. Ma ci sono anche personaggi che non vogliono bene alla squadra. Questi gufetti non fanno bene all’ambiente. Io ho sbagliato a fare proclami all’inizio della stagione ma il campionato non è ancora finito. A fine stagione vedremo se questi gufetti parleranno ancora”.
“Ci hanno accusati di essere ridicoli. – continua Paparesta – E’ ridicolo puntare sul marketing? Su un solido settore giovanile? Sul Bari academy? Sulla Bari solidale? Eppure c’è chi dice che siamo ridicoli. Il progetto c’è ancora ed è solidissimo e ovviamente non può essere concluso in pochi mesi ma ci vuole tempo. C’è chi si diverte a dire che che non ci sono soldi. Gli stipendi di novembre sono stati pagati in anticipo rispetto alla scadenza del 16 febbraio”.
La squadra comunque delude fin dall’inizio del campionato. Con Devis Mangia e con Davide Nicola: “Io voglio la A. Chi non la vorrebbe? Certo l’ultima partita non ha soddisfatto neanche me ma non bisogna farne un dramma per questo. Non meritiamo quella posizione. I goal e le prestazioni arriveranno, stiamo lavorando. Ora il nostro obiettivo primario è la salvezza. Dopo, se la classifica lo permetterà potremo puntare ad altri obiettivi. Con Nicola ci toglieremo tante soddisfazioni”.
“Ci hanno accusato di tutto e c’è chi dice che peggio di così non poteva andare. Ci hanno accusato di aver stravolto la squadra. Ma non mi sembra che quella dell’anno scorso sia andata in serie A. E alcuni giocatori dello scorso hanno non stanno rendendo nella stessa maniera”.
Dubbio proprietà. “Ho dato mandato ai miei legali per tutelare me e la mia società da chi mette in dubbio i reali proprietari. Tutti i movimenti economici sono consultabili, con contratti, fatture e distinte bancarie. Con Lotito mi sento spesso, così come con Galliani, Pozzo o Spinelli. La società è mia e di mio padre. Punto. Siamo aperti a nuovi investitori ma adesso di reale c’è solo l’interessamento della Ladisa Spa. Valuteremo”.











