Dopo il commissariamento della Regione da parte di Silvio Berlusconi, che ha sostituito il coordinatore regionale Amoruso di quota fittiana, in massa arrivano le dimissioni di tutto il corpo dirigente locale. Per solidarietà e vicinanza al loro deus ex machina che Sabato 21 Febbraio a Roma darà il battesimo ad una convention dei “Ricostruttori”, ove sicuramente non risparmierà scintille nel focolare già incandescente del partito azzurro.
Hanno deciso di dimettersi: il vice Coordinatore Regionale vicario di Forza Italia, Antonio Distaso, i vice coordinatori regionali Roberto Marti e Riccardo Memeo, il coordinatore di Bari, Luigi D’Ambrosio Lettieri, i coordinatori provinciali di Bari, Luigi Perrone; Bat, Benedetto Fucci; di Foggia, Luigi Tarquinio; di Lecce, Antonio Gabellone e di Taranto, Gianfranco Chiarelli.
“Un atto, il nostro, – sottolineano – di doveroso rispetto degli elettori e dei militanti di Forza Italia, ancora una volta ignorati e traditi da decisioni calate dall’alto. Continuiamo tuttavia ad attenderci un cambio di rotta che si manifesti innanzitutto con l’azzeramento dei vertici nazionali e l’avvio di un libero confronto interno, allo stato di fatto impedito”.
Il Cavaliere sotto le sua egida sta mettendo “mine anti uomo” ovunque per detonare il “pericolo” Fitto. Perché di questo si tratta, quando non si segue la linea dell’ex premier. I picconamenti ed i dissidi non sono mai piaciuti in Forza Italia, tuttavia, questo poteva avere un senso quando la linea era clamorosamente vincente ed efficace.
Oggi però è evidente che la casa bruci, e chi prova a gettare secchiate d’acqua per spegnere la deflagrazione, non pare essere visto di buon occhio. Infatti, nonostante la linea politica di F.I. non abbia pagato nulla in termini elettorali in questo anno, anzi, s’è evaporato molto consenso, la partita personale di B. ha avuto esiti più sereni.
La torre d’avorio in cui ogni fedelissimo tesse e cuce la propria tela, è molto più occupata nel tutelare le questioni aziendali e giuridiche e per questo spalleggia Renzi anche oggi, ove tecnicamente il “Patto del Nazareno” è acciaccato, ma non proprio sepolto.
Se il governo dovesse trovare stabili numeri per continuare la propria legislatura, senza l’appoggio necessario degli azzurri, l’influenza e l’imprinting di Silvio verrebbe meno. Lui sa bene che per ovvie questioni non tornerà più al governo, almeno non come Presidente del Consiglio.
Questi mesi di tremenda fibrillazione politico-emotiva, saranno pietre miliari nella costruzione della nuova narrazione di centro-destra. Gli scenari sono ampi, aperti ed imprevedibili. C’è un vuoto molto vasto, chi ne sarà il domatore?ù
Twitter @andrewlorusso











