Si sono divise il bottino e i tempi, alla fine, Lecce e Genoa. 2 a 2 il risultato che ha premiato con un punto a testa due squadre capaci per un solo tempo di far vedere il loro calcio. Il Lecce nel primo tempo è il grande assente. I peggiori 45 minuti di tutto il campionato quelli visti oggi al Via del Mare. Per carità, il Genoa non ha strafatto ma almeno ha mostrato l’atteggiamento giusto. Voglia e grinta per provare a vincere una partita fondamentale. Questo atteggiamento rinunciatario e incomprensibile ha consegnato al Genoa un doppio vantaggio che poteva costare caro al campionato giallorosso. Poteva costare la vanificazione dello sforzo fatto a Firenze. La presenza in panchina di giocatori come Falco e Farias e nel DNA giallorosso la capacità di non morire mai hanno, poi, consentito ai padroni di casa di reagire in maniera non scontata soprattutto per quanto visto nel primo tempo. Da dimenticare, nella prima frazione, la prestazione di Babacar sempre fuori dal gioco, dai movimenti e dal gioco di squadra con i compagni, di Petriccione impreciso su ogni appoggio e di Majer protagonista della prima vera partita giocata male da quando è a Lecce. Il Genoa trova le due marcature con un rocambolesco gol di Pandev, bravo e talentuoso nello sfruttare un rinvio affrettato di Gabriel e individuare l’angolo dove insaccare il pallone. Al terzo minuto di recupero, un appoggio sbagliato di Majer apre la strada al contropiede genoano che grazie al sempreverde Pandev conquista un calcio di rigore per fallo di Lucioni. Rigore cbe Criscito realizza. Nella ripresa Liverani toglier Majer e fa giocare Tabanelli, e dopo cinque minuti Babacar per Falco. È la svolta. Chi ha negli occhi Lecce-Livorno di un anno fa non può non vedere le similitudini delle due partite. Falco prende palla, salta gli uomini, crea pericoli da tutte le zone e restituisce agli spettori il Lecce ammirato quest’anno. Le reti arrivano da un suo sinistro all’incrocio al 60’ e da un suo assist per Tabanelli al 71’. Il Lecce, probabilmente, in 20 minuti può anche vincerla. Il Genoa deve pensare, infatti, solo a difendersi. Due ingenuità costano il rosso a Agudelo prima (69’) e Pandev poi (76’). L’assalto però non frutta quanto sperato soprattutto per un errore sotto porta di La Mantia che poteva rendere questa settimana indimenticabile e importante dal punto di vista numerico.

In sala stampa si presentano Thiago Motta e Liverani. L’allenatore genoano sottolinea alcuni errori da parte di giocatori di esperienza, e ammette che ciò non può essere tollerato. Allo stesso tempo parla di un bellissimo primo tempo, e di un secondo non all’altezza. Tuttavia la compattezza della sua squadra non può che essere un punto a favore. Il gruppo è unito e la voglia di fare c’è, tranquillizza l’ex nazionale azzurra.
Liverani parla di un solo errore arbitrale: i soli 3 minuti di recupero concessi nella ripresa. Per il resto applausi all’arbitro. Parla di obiettivi il tecnico leccese. Innanzitutto quello di trovare la soluzione a questi primi tempi giocati così male. Poi quello di conquistare la maglia titolare. Liverani ha avvisato che bisogna andare a 3 mila in settimana. Chi merita entro venerdì gioca titolare. Inoltre bisogna imparare a gestire l’evento non guardarlo o andargli dietro. Bisogna sapere cosa fare in relazione al momento. Bisogna crescere a livello mentale per partecipare alla Serie A, questo l’ultimo obiettivo.




















