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L’Accademia delle Belle Arti, il contratto dimenticato, la sede che non c’è e la burocrazia

Dove va l’Accademia delle Belle Arti? Mentre tutti pensano che il contratto con l’attuale sede sia giunto alla sua conclusione, e quindi ci si interroga sulla futura sede della formazione artistica di eccellenza nella Città Metropolitana, stamattina, durante un focus organizzato alla Fiera del Levante dalla Fondazione Giuseppe Tatarella si viene a sapere che i termini per sciogliersi dall’attuale contratto sono scaduti, e quindi varrà molto probabilmente la proroga tacita, con la conseguenza che gli studenti continueranno a svolgere lezioni e laboratori in sedi assolutamente non idonee.

Ci voleva “Carte in tavola” per scoprire le carte ed appurare che il contratto della sede dell’Accademia di belle arti non è in scadenza, come molti dicevano e ritenevano, ma si è rinnovato automaticamente per omessa disdetta nei termini contrattuali.

Al tempo stesso, per stessa conferma di Alfonso Pisicchio, il Comune di Bari e la Città Metropolitana, se da un lato non hanno abbandonato completamente l’idea di 2 anni fa di destinare una parte della ex caserma Rossani all’Accademia delle Belle Arti, ancora non hanno individuato bene una soluzione al problema della sede.

E tuttavia il prof. Alfonso Pisicchio, intervenuto per delega del sindaco, ha promesso che una soluzione sarà ufficializzata a breve.

“Conseguentemente – dicono dalla Fondazione Tatarella – abbiamo concluso che il protocollo sottoscritto dal Sindaco Emiliano nel 2013, col quale impegnava il Comune a cedere all’Accademia un padiglione della ex caserma Rossani non è vincolante per Decaro e che, almeno per molti altri anni, la sede dell’Accademia sarà ospitata nell’inidoneo stabile di via Re David”.

Abbiamo anche appreso che il CdA dell’Accademia aveva formulato una interessante proposta di trasferimento presso la Fiera; e che l’ente camerale sarebbe stato ben lieto, dietro pagamento di un canone, di ospitare l’Accademia di Belle Arti o altri uffici comunali.

Abbiamo, infine, preso atto che il Comune (inteso come Area Metropolitana) proprietario al 66% della Fiera e del suo vasto patrimonio immobiliare (trentatre ettari), preferisce pagare fitti ai privati per milioni di euro, piuttosto che ristrutturare e utilizzare immobili di sua proprietà e oggi non utilizzati e non utilizzabili dalla Fiera.

Prossimo appuntamento con i Focus è già previsto per il 7 marzo sui musei cittadini.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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