Piacevole conversazione avuta durante l’incontro di sabato sera con il cantautore e musicista barese Marco Laccone, in occasione della presentazione del suo ultimo album “Niente di Strano”, uscito ad ottobre dello scorso anno. Evento organizzato dall’associazione Bari in Quarta: piccola realtà locale situata in Piazza Garibaldi a Carbonara che da sempre si occupa di diffondere iniziative culturali sul nostro territorio.
Dalla piacevole chiacchierata con il musicista barese è emerso l’aspetto di un artista poliedrico che opera in totale libertà e indipendenza fuori dai canali della grande pubblicizzazione. L’artista, attualmente conduttore del programma radiofonico musicale Musilibro in onda su Radio deejay Team Web, non si limita solo a scrivere canzoni. La sua passione per la musica si manifesta nei più svariati campi, tra cui la musicoterapia, volta all’integrazione dei diversamente abili.
“Non c’è niente di strano” nell’uscire fuori dagli schemi
Niente di strano è il quinto album in studio e il terzo con canzoni originali del cantautore. Quest’ultimo lavoro si presenta come un insieme di parole e suoni ricco di riferimenti musicali e letterari, che trova attraverso la musica l’evasione dalla dura realtà quotidiana. L’autore con questo album invita a non arrendersi mai, ad avere più consapevolezza di se stessi e della propria storia, in quanto “Non c’è niente di strano” nell’uscire fuori dagli schemi del quotidiano e combattere per la propria libertà e indipendenza. La nostra vita si evolve e cambia solo se siamo noi in primis a volerlo, lasciando segni tangibili nel nostro cammino che col passare del tempo vanno a formare pagine di vera e propria storia.
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Per l’autore il Cd rappresenta, dal disegno sulla copertina fino all’ordine dei brani, un libro con una storia personale da raccontare: una sorta di dialogo armonioso tra immagini, parole ed emozioni in tutt’uno con l’ascolto.
La conversazione con l’autore, inoltre, si è conclusa con un dibattito molto interessante sul rapporto tra arte e musica intesa come intrattenimento. Il musicista barese difende l’importanza di un ascolto libero dai troppi condizionamenti commerciali; soprattutto in una società come la nostra incentrata sullo spettacolo che tende a trasformare i cantanti, più che in artisti, in prodotti di notorietà usa e getta ai danni della qualità della vera musica.














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