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Aeroporti di Puglia. Continua il percorso verso la fusione con Gesac. E ai lavoratori chi ci pensa?

“Nulla di nuovo sotto il sole. La privatizzazione di Aeroporti di Puglia è un’idea vecchia, di vendoliana memoria, naufragata senza infamia, ma soprattutto senza lode, in più frangenti, mai andata oltre gli annunci da prima pagina. Non vorremmo apparire scettici, ma anche l’iniziativa della nuova amministrazione regionale ci pare alquanto improvvisata, senza prospettive concrete e con troppi punti interrogativi per portare vantaggi e per impostare un reale rilancio dell’attività aeroportuale pugliese”.

Si esprimono così Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia e Vincenzo Boffoli, Segretario generale della UIL Trasporti Puglia, sul ventilato accordo tra Aeroporti di Puglia e Gesac di Napoli.

“Non ritorniamo sulla modalità dell’accordo preliminare – continuano – firmato senza alcun confronto politico, confronto che invece ora si prospetta al momento della conclusione della due diligence, quindi a metà percorso, quando il più sarà fatto. Tuttavia, fa specie che si porti avanti un’intesa priva di uno straccio di piano industriale, o quantomeno di un’idea di sviluppo del sistema aeroportuale regionale. E’ lecito, quindi, chiedersi che fine faranno i lavoratori di Aeroporti di Puglia, che già non vivono una situazione idilliaca con l’azienda, nel futuro immaginato dalla Regione Puglia? O ancora: nell’accordo quale destino è previsto per gli scali di Foggia e di Taranto-Grottaglie, ancora chiusi al traffico passeggeri? Davvero Gesac può essere interessata ad acquisire la metà di una società che annovera, nel proprio patrimonio, due cattedrali nel deserto, praticamente inutilizzate e con mille problemi legati alla gestione ordinaria e al personale? Tutte domande che al momento, mentre gli esperti continuano a fare i conti, restano senza risposta, con buona pace di lavoratori e cittadini. Eh sì, perché anche questa volta, così come ormai di routine nell’azione amministrativa della Regione Puglia, i sindacati sono stati ignorati olimpicamente”.

“Anche Ryanair si dice contraria alla fusione – proseguono i Segretari della UIL regionale – il che è tutto dire. Non riusciamo a capire perché una società come AdP, che vanta numeri in crescita, invece di crescere ancora mettendo a sistema i quattro aeroporti a disposizione, sulla scorta di quanto avviene già nel Nord Italia, Veneto e Lombardia in testa, si metta sul mercato cercando una fusione nella quale, peraltro, rischia seriamente di diventare il socio di minoranza. Le potenzialità per diventare l’hub di riferimento per Molise, Basilicata e nord Calabria, sfruttando appieno gli aeroporti di Taranto-Grottaglie e di Foggia per i voli passeggeri, ci sono tutte. Invece la Giunta Regionale, senza consultare sindacati e Consiglio, mette in atto un vero e proprio blitz che, di fatto, smentisce le intenzioni del Presidente regionale, il quale nel corso dell’insediamento della Giunta, circa un anno fa, aveva prospettato una crescita di AdP che passasse proprio dall’ampliamento del servizio passeggeri in tutti gli scali, svelando peraltro intese in tal senso con i Presidenti di Basilicata e Calabria. Insomma, il virus dell’annuncite acuta vaga ancora dalle parti del Lungomare Nazario Sauro”.

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Redazione
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