Una pagina di brutta politica. Oppure un evento luttuoso inevitabile ed imprevedibile. O una grave dimenticanza di qualcuno che ha dimenticato di accendere un interruttore?
Nel corso del Consiglio regionale di oggi si è parlato anche della vicenda del doppio malfunzionamento dell’angiografo del “Vito Fazzi” di Lecce e del “Perrino” di Brindisi.
Sulla vicenda hanno presentato una interrogazione i consiglieri Luigi Manca e Francesco Ventola, e cui Michele Emiliano ha risposto per iscritto. Ma entrambi i consiglieri di opposizione hanno voluto comunque discuterne in sede assembleare.
Gravi carenze riscontrate nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza in Puglia”, il consigliere Luigi Manca ha evidenziato che “Pur avendo ricevuto ieri la risposta scritta preferisco ridiscuterla perché l’argomento è veramente importante e spero che valga come esperienza per il futuro”.
“L’8 dicembre scorso credo che la Puglia abbia scritto una brutta pagina per quanto riguarda la nostra sanità. Il caso – ha ricordato Manca – riguarda un giovane di 37 anni, poi deceduto per un’emorragia cerebrale, che aveva bisogno eseguire un’angiografia con embolizzazione ma non funzionando l’angiografo del Vito Fazzi è arrivati dopo due ore al Perrino e anche in questo caso l’angiografo, non ha funzionato. Sono capitate una serie di situazioni che in ospedali di secondo livello, come dovrebbero essere nel nuovo Piano di riordino ospedaliero, spero non succedano più”.
“Questo valga come esperienza – ha detto Manca – a sottolineare che le apparecchiature importanti alcuni ospedali devono averle e che eventualmente, se c’è qualcosa che non va, bisogna attivarsi seriamente per fare in modo che situazioni del genere non accadono. Anche perché le emorragie cerebrali sono patologie abbastanza frequenti e necessitano, per salvare la vita di queste persone, di embolizzazione”.
Al consigliere Manca ha risposto il Presidente della Giunta Michele Emiliano: “come avrà visto, dalla risposte scritta, i due ospedali, Lecce e Brindisi, hanno un accordo reciproco di supplenza: nel caso in cui l’uno abbia delle difficoltà di funzionamento dell’angiografo, si può fare riferimento all’altro”.
“Nel caso di specie – ha spiegato il presidente Emiliano – l’angiografo del Vito Fazzi era palesemente non funzionante, tutti puntavano su quello di Brindisi, quello di Brindisi non ha funzionato. Il giorno dopo i tecnici della Philips hanno accertato (come da relazione) che “la parte di potenza del sistema che eroga raggi X non è alimentata per il suo interruttore spento e si specifica che tale interruttore è sul quadro elettrico di sala ed è esterno al nostro sistema”.
Questo significa che qualcuno avrebbe staccato l’interruttore?
“Evidentemente su questa vicenda sarà in corso un’indagine della magistratura – ha proseguito il presidente della Giunta – e siccome dai fatti questo nesso di causalità tra il mancato funzionamento dell’angiografo e l’evento luttuoso non è stato dimostrato, è chiaro che la situazione è ancora da definire”.
“Peraltro aggiungo – ha continuato Emiliano – che questo accordo fra i due ospedali, per quanto criticabile, fino ad ora ha funzionato”.
“Tutto questo evidentemente – ha concluso Emiliano – non può essere oggetto di interrogazione, lo dico con grande rispetto, in questa sede, perché la tipologia dell’evento è una di quelle vicende che purtroppo sfugge alla vigilanza politica della Giunta”.











