HomeEconomia & SviluppoApple: il flop dell'estate rischia di essere lo smartwatch

Apple: il flop dell’estate rischia di essere lo smartwatch

Il 26 giugno Apple Watch è arrivato in Italia. Quindi è possibile comprarlo sia online che in un qualsiasi Apple Store da poco meno di un mese.

Tuttavia concentreremo la nostra attenzione non sul perché comprarlo o su quale modello scegliere, volendo andare come sempre contro corrente proveremo a ragionare sia sull’innovazione che ha portato sia sulle motivazioni che hanno portato l’azienda della mela morsicata a commercializzare proprio ora questo oggetto.

Partiamo a bomba con l’opinione di un esperto, e non un esperto qualunque… che parlando degli smartwatch Apple ha dichiarato: “Non mi hanno dato niente di quello che non avessi già prima, e la cosa mi dispiace. Discorso diverso se si compra quello da 17.000 dollari, che va bene perché è come comprare un Rolex. Ma nei 20 modelli dai 500 ai 1.100 dollari l’unica differenza fra l’uno e l’altro è il cinturino. Mi chiedo se Apple sia passata a vendere cinturini! Dovrebbe invece investire su altro, tipo sulle auto elettriche, è un mercato molto grande”.

Parole “grosse” rilasciate in un’intervista al Financial Review, che diventano pesanti come macigni se a rilasciare l’intervista è Steve Wozniak il co-fondatore insieme a Steve Jobs della società della mela morsicata (attualmente docente presso l’University of Technology di Sydney dove per altro ha chiesto cittadinanza australiana), che da persona di grande statura dice sempre quel che pensa senza troppi problemi, e soprattutto ha il coraggio di riportare semplicemente quel che tutti credono e sussurrano di nascosto nelle stessa sede di Cupertino: lo smartwatch della Apple è un prodotto che convince molto poco gli stessi produttori.

vendite-appleChe le vendite dello smartwatch stiano andando male non è un mistero per nessuno, i dati di vendita (nella foto a sinistra) parlano da soli. Secondo l’ultimo rapporto di Slice Intelligence, negli Stati Uniti, rispetto alla prima settimana di disponibilità sul mercato, le vendite avrebbero registrato un calo del 90%. La società di ricerca californiana si è basata sul monitoraggio delle ricevute elettroniche spedite a milioni di indirizzi mail a seguito degli acquisti. Non è chiaro se il metodo rappresenti il massimo dell’affidabilità, ma storicamente Slice è piuttosto considerata dagli analisti.

Purtroppo le ragioni agli occhi esperti risultano abbastanza palesi.

Iniziamo con la motivazione principe citata dal saggio ed autorevole “Woz” che come Gandalf il Grigio fa luce all’interno delle miniere di Moria, non si tratta di un prodotto originale, sono arrivati per ultimi in un mercato ormai saturo di alternative e si potrebbe dire che hanno scoperto la “carta vetrata”; ha un prezzo oltremodo sopra la norma rispetto a prodotti dello stesso tipo per Android; non è sostitutivo del telefono ma come tutti gli smartwatch rimane un mero accessorio che si appoggia per le funzioni fondamentali del device vero e proprio; hanno enfatizzato Siri quando si tratta del “solito” assistente presente sul telefono quindi innovazione apportata = 0; hanno accentuato troppo il fatto che l’Apple Watch non è uno strumento tecnologico ma di lusso ed inoltre è stato già annunciato che stanno lavorando al modello successivo.

Onestamente a questo punto il lettore penserà che si tratti di un’esagerazione. No, non lo è.

Una campagna pubblicitaria e di marketing così sconclusionata non si vedeva dalla presentazione ufficiale dell’Apple 2 (citata per altro in una parodia di Futurama) e che trova spiegazione soltanto nella disperazione dovuta alla perdita delle quote di mercato nel settore della telefonia mobile e degli accessori. Come si evince dall’immagine seguente.quote-smartphone1

Ad aprile negli Stati Uniti gli Apple Watch avevano toccato picchi di oltre 40’000 vendite al giorno, mentre la media rimaneva oltre quota 25’000. Ovviamente mettendo da parte la prima settimana dove le vendite hanno superato quota 1,5 milioni. A maggio si è scesi progressivamente sotto la soglia delle 20’000 unità. A giugno la media giornaliera è scesa sotto le 10’000 unità.

Slice afferma inoltre che almeno il 60% degli Apple Watch venduti sarebbe in versione Sport, quindi la meno cara, 349 dollari contro i 549 dollari dell’edizione più pubblicizzata. La versione da 10mila dollari pare aver superato di poco le 2’000 unità vendute.

A scuotere ulteriormente la già delicata situazione Wozniak ha poi concesso un’intervista a Wired USA nella quale ha affermato: “Non c’è niente che vieti a Apple di entrare nel mercato di Android, sono sicuro potremmo competere molto bene perché potremmo offrire la nostra qualità produttivà alle persone che amano il look prezioso. Non è impossibile pensare di combattere su due fronti contemporaneamente”. Poi ha continuato, parlando delle innovazioni in campo mobile: “Un nuovo tipo di prodotto non appare molto spesso, ed è possibile che si debba attendere anche una decina d’anni.”

Ciò che il co-fondatore della società di Cupertino dice risulta essere condivisibile, ma inaccettabile agli occhi del CEO Tim Cook nelle cui orecchie risuonano ancora le parole di Jobs “Android dev’essere distrutto, nel caso anche con una guerra termonucleare”.

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