Dialogo, innovazione, cooperazione. Sono queste alcune delle parole chiave che Silvio Maselli ha pronunciato nell’intervento finale di “Arriva Godot”, mercoledì 3 settembre sul palco di Sala Murat.
Partendo dal Turismo, l’assessore ha subito sottolineato quanto siano fondamentali i luoghi in cui operare, ma altrettanto indispensabili i cittadini e gli operatori culturali, che devono realizzare delle vere operazioni di cittadinanza attiva nei confronti dell’ospitalità, e in primis della città, poiché, a suo avviso, non è possibile fare turismo se chi risiede in quegli spazi non vive bene.
Ma a parlare sono subito i numeri: 3,1 milioni di turisti ogni anno in Puglia, 1,1 milioni solo a Bari e 76.000 stranieri, che si fermano solo 1,7 giorni nel capoluogo di regione, mentre spendono il 4,1 del loro tempo in tutto il territorio. Obiettivo arduo ma indispensabile alla fine del quinquennio legislativo, è quello di affiancare la città di Bari alla media regionale, con l’obbligo di realizzare un porto turistico, svolta decisiva per questo incremento numerico.
Due le chiavi di lettura del nuovo prospetto turistico: Bari come “Capitale del sea break”, quindi capitale del turismo da weekend sfruttabile grazie ai numerosi collegamenti aeroportuali che stanno aumentando sempre più nell’ultimo periodo e Bari dai “sei momenti”, legato più al discorso della città metropolitana, con sei punti strategici su cui investire non solo per i turisti, ma anche per gli stessi cittadini: mare, enogastronomia, spiritualità, shopping, bambini, cultura.
Tra le tante idee di incremento si propone anche la creazione di battelli turistici che facciano tappa in diversi punti del lungo litorale cittadino e la creazione di una Caravella in scala 1:1 accuratamente studiata e ricostruita filologicamente, che faccia vivere qualche momento della giornata di un marinaio del 1087.
Affinché tutto ciò possa essere servito, presentato e comunicato al meglio, occorre però ripensare a un piano strategico degli infopoint, attualmente attivi solo in due punti e spesso chiusi per mancanza di fondi (si parla di spese annuali di mantenimento intorno ai 100.000 euro, che il Comune non ha) e che necessariamente devono essere affidati a investitori privati, i quali potranno autofinanziarsi grazie alla vendita dei propri prodotti.
Tassa di soggiorno, si o no? Certo, purché siano inclusi servizi di trasporto e ingressi nei luoghi d’interesse in maniera del tutto gratuita o fortemente agevolata.
A quanto detto dall’assessore, le possibilità di incrementare il Turismo a Bari sono davvero molte, ma non sono subordinate al Comune, che non può accollarsi la creazione di progetti ad hoc, ma che invece, è disposto ad accogliere i progetti proposti da enti esterni, che, a questo punto, dovranno essere la vera carta vincente per un vero turismo Made in Bari.











