Aumento TARI in Puglia, Fratelli d’Italia: “colpa alle politiche scellerate di Michele Emiliano”

Conferenza stampa del gruppo regionale di Fratelli d'Italia sull'aumento della TARI che presto colpirà i cittadini pugliesi. Secondo FdI serve un intervento di 60 milioni di euro da parte della Regione Puglia per lenire i costi che aumenteranno per i cittadini e per realizzare gli impianti che servono a chiudere il ciclo dei rifiuti.

La TARI, tassa per lo smaltimento dei rifiuti, sta per schizzare a cifre mai viste con un incremento medio vicino al 50 per cento, che varierà da Comune a Comune. La stangata arriverà per via della sentenza del Consiglio di Stato che ha cancellato la delibera del 2021 di Arera (l’autorità di regolazione nel settore) che stabiliva e calmierava le tariffe per gli impianti di conferimento dei rifiuti.

Stamane il gruppo regionale di Fratelli d’Italia, in una conferenza stampa, ha puntato il dito contro la Regione Puglia e il suo “immobilismo” nel chiudere il ciclo dei rifiuti. “In Puglia – secondo il gruppo FdI – abbiamo una TARI fra le più alte d’Italia per colpa alle politiche scellerate di Michele Emiliano”.

Il gruppo guidato da Francesco Ventola ha chiesto l’intervento della Regione Puglia per 60 milioni si euro per “lenire i costi che aumenteranno per i cittadini, prendendo soldi dal bilancio autonomo” e per realizzare gli impianti che servono a chiudere il ciclo dei rifiuti.

Ritardi che a breve metteranno in ginocchio i Comuni con i Sindaci costretti ad aumentare la Tari in maniera smisurata. Una mannaia per i cittadini costretti da anni a subire il costo elevatissimo dei conferimenti dei rifiuti a ditte private.

È un paradosso che pagheranno più tasse quei Comuni dove la raccolta differenziata è su percentuali sopra il 70%, perché conferire una tonnellata di rifiuto organico costa più dell’equivalente di indifferenziato. Una follia in controtendenza rispetto a quanto accade in altre regioni. In Lombardia, ad esempio, il costo pro-capite per cittadino è di 130 euro, in Puglia si arriva a sfiorare i 190 euro. Questo rende la nostra regione meno attrattiva, la domanda vera da porsi è: a chi conviene vivere nella nostra regione?

Non è stata rispettata una data sul cronoprogramma sulla consegna degli impianti pubblici, l’Ager è in grande difficoltà e il presidente Emiliano continua a tacere, lasciando i sindaci da soli e costretti a ratificare nei bilanci gli aumenti figli delle scelte fallimentari degli ultimi anni.

“Tutto questo perché il centrosinistra ha deciso di non investire nell’impiantistica a tempo dovuto. Oggi c’è un monopolio da parte dei privati che impongono un prezzo ai comuni, che grazie alle ultime sentenze saranno costretti a pagare anche tutti gli adeguamenti Istat degli ultimi anni, che si andranno ad aggiungere alla tassa, rendendola ancor più salata. La situazione è quasi al collasso, tant’è che alcuni comuni rischiano di non riuscire a conferire i rifiuti perché gli impianti sono al limite. Nelle ultime settimane abbiamo incontrato i nostri amministratori e con loro abbiamo condiviso scelte e iniziative che porteremo anche in Consiglio Regionale. Il vero problema è che non c’è una soluzione immediata e più si perde tempo, più i cittadini saranno costretti a pagare gli aumenti. Il fallimento di tutto il sistema è figlio della miopia della giunta guidata da Michele Emiliano che farebbe un vero favore ai pugliesi se si togliesse di mezzo!”.

 

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Redazione
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