HomeEconomia & SviluppoBanche, nuovi licenziamenti

Banche, nuovi licenziamenti

Il Monte dei Paschi di Siena dopo essere stato salvato e tenuto in piedi grazie ai bond statali, e quindi per merito della collettività, si proietta nuovamente in una fase di crisi, ma più che per l’esistenza del banco, per la vita lavorativa dei propri dipendenti.

Già perché il piano di riassesto dei conti, l’ennesimo, prevede un taglio di 5.500 unità e 600 filiali con la saracinesca chiusa, magari per far posto a qualche desolante stabile abbandonato.

4.800 esodi avverranno tramite il fondo di solidarietà, 450 per cessione o chiusura attività, e 750 per turnover, quindi pensionamenti o prepensionamenti. Il tutto per raggiungere nell’arco di 4 anni un utile netto di 1,2 miliardi di euro e portare le spese amministrative attorno agli 800 milioni, il 26% circa del totale.

Un poderoso sfalcio all’ingombrante voce “costi del personale”, orientando i servizi sulla digitalizzazione, un nemico che in combinato disposto con la globalizzazione, sta mietendo sempre più vittime sul mercato del lavoro.

Il bancario è una razza in via d’estinzione, anzi, il modello italiano è ancora tra più antichi forse in piedi, dove troviamo 5 sportelli aperti ed un bancomat. Basta girare invece l’Europa per trovarsi di fronte 5 bancomat ed uno sportellista. Solo, sempre di più, tra macchine che muovono automatismi ed estinguono il lato umano, il buon senso, la flessibilità dell’operare nel mercato economico.

Come si può aumentare l’inventiva, l’impresa, il senso dell’investimento, il rischio d’alea, burocratizzando all’esasperazione il concetto stesso di credito? Come si può valutare un nucleo famigliare per un mutuo, soltanto guardando ai dettami dei vari Basilea e degli indici della BCE?

La lotta al denaro contante, la lotta la posto di lavoro stabile, la lotta a tutto lo scibile, è il punto più basso di una società che va verso il collasso umanista, e si sveglia senza arti e mestieri, ma con i robot che effettuano bonifici, consegnano merci e cucinano la carbonara.

Solo che, questo Mondo meraviglioso in cui nessuno più lavorerà, se non una élite altamente qualificata e tecnica del settore, ci sgancia inesorabilmente anche dal concetto di reddito: “Come mi permetto il mondo del digitale se non ho un reddito materiale per vivere?”

Da dieci –  quindici anni a questa parte, sarebbe dovuta essere la domanda politica, invece rincorriamo l’emergenza, cercando qualche paracadute per chi è ancora in volo, e ci raccontiamo che il peso del debito pubblico o altre diavolerie, debba condannare i posteri.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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