Seconda sfida di Colantuono alla guida del Bari. Di nuovo al San Nicola, occasione ghiotta per poter dimostrare che quello del neo tecnico biancorosso è un nuovo Bari. Di fronte ai propri tifosi per riscattare il traumatico pareggio contro lo Spezia. Ma anche i tifosi hanno perdonato l’errore incredibile di Fedele che ha spedito la palla nella propria porta dando ai biancorossi solo un punto: “Ho parlato a Fedele per rassicurarlo subito perché era davvero dispiaciuto per quello che aveva combinato. – ha detto Colantuono -Poi i tifosi sono stati davvero grandi a venirlo a salutare a rassicurarlo, dargli una pacca sulla spalla e a regalargli la sciarpa in segno di stima”.
In campo scenderà il 433 visto contro lo Spezia. Solo due i cambi in vista del Carpi, con Di Cesare quasi certamente fuori per un problema all’adduttore (al suo posto Tonucci) e un cambio a centrocampo. Fuori uno tra Fedele e Romizi. Per il giocatore italo-svizzero non una bocciatura o una punizione ma solo la scelta di farlo rifiatare un po’ visto l’appannamento delle ultime partite: “Di Cesare non ci sarà. – dice Colantuono – Le scelte non si discosteranno molto ma qualcosa cambieremo. A centrocampo probabilmente faremo un cambio”. C’è da riscattare dunque una prestazione sottotono soprattutto nel secondo tempo: “Abbiamo parlato con la squadra e i ragazzi sono dispiaciuti per il risultato. Volevano fare bella figura ma ora vogliamo rimetterci subito in sesto”.
La soluzione ai problemi del Bari? Per Colantuono è una questione di testa prima che di gambe anche se servirà insistere sull’intensità di gioco: “Stiamo cercando di togliere un po’ di paura dai ragazzi, di aumentare la capacita di fraseggio, la capacita di andare avanti col pallone anziché tornare indietro. Carpi squadra difficile, fisica. I numeri dicono che va meglio fuori casa.. Quindi ci sarà da soffrire sabato. Quando avremo raggiunto una mentalità di attaccare compatti e ripiegare subito avremo molti meno problemi”.
Infine una parola su De Luca che in settimana aveva ammesso di essersi “seduto”, di aver smarrito per un attimo la voglia di lottare: “A Beppe dico che è meglio se gli ritorni presto l’entusiasmo, ho letto l’intervista. Lui mi conosce bene, sono legato a lui e gli voglio bene. Ma facesse presto a farsi tornare l’entusiasmo. Possibilmente già in queste ore perché domani abbiamo la partita”.











