“Ho ritenuto importante incontrare la stampa oggi per evitare i facili entusiasmi. E per evitare ogni tipo di polemica che possa ledere squadra e società in quest’ultimo quarto di campionato. Sono conscio delle insidie questo campionato ha. Al giro di boa tutti ci davano in serie A ma è sotto gli occhi di tutti lo sconvolgimento al vertice della classifica”. Così il presidente del Bari Cosmo Giancaspro la settimana dopo la brutta sconfitta di Trapani per 4-0.

“Oggi il mio intervento è in qualità di pompiere. – continua Giancaspro – C’è molto equilibrio in campionato e per questo cerco di dare un messaggio di coesione. Teniamo i piedi per terra, possiamo giocarcela fino in fondo ma nulla può essere dato per scontato. E nello spogliatoio non ci sono mele marce, che sia chiaro”.

Poi un cenno alla rivoluzione nel mercato di gennaio: “Ricordiamoci che molti dei ragazzi giocano insieme da appena un mese e mezzo quindi i miei ringraziamenti vanno a Colantuono. Non dobbiamo però illuderci, ci sono 33 punti a disposizione, evitiamo i facili entusiasmi cosi come la disperazione quando arriva una giornata storta. Ho visto critiche eccessive rispetto alla sconfitta di Trapani, vorrei che fossero più costruttive queste critiche perché all’esterno e all’interno dello spogliatoio deve regnare la serenità. Ma effettivamente a Trapani i ragazzi sono scesi in campo con sufficienza”.

Giancaspro a Giugno divenuto presidente biancorosso aveva accennato ad un piano di cinque anni per consolidare l’azienda Bari: “Dopo la retrocessione del 2011 l’azienda era sfaldata. Ho deciso di investire in questo settore con la consapevolezza di avere un esercito che aveva bisogno di un leader che aveva bisogno che si ricominciasse a vincere. Credo allora di avere basi certe per ambire alla serie A. Succederà quest’anno? Probabile ma non voglio che la si individui come una necessità. Da luglio in poi è stato fatto un gran lavoro e in questo periodo c’è stato un sostanziale equilibrio economico. E per questo mi auguro che il 30 giugno i conti saranno rimessi tutti in regola”.

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