
Ci sono calciatori che lasciano un segno indelebile nell’immaginario collettivo non solo per le prodezze che riescono a regalare sul terreno di gioco ma per i valori, gli ideali, l’attaccamento alla maglia che li legano in maniera particolare ai propri fans. Perché un giocatore è prima di tutto un uomo che, con i suoi pregi, ma anche con i suoi difetti, completa la figura del campione, osannato e idolatrato. Nei giorni scorsi la città di Bari è stata letteralmente scossa da un fremito, tutta la comunità cittadina, e non solo quella prettamente sportiva, ha vissuto un’emozione senza pari, una tristezza ha pervaso le case di tutti coloro che conservano nelle menti e nei cuori splendide immagini del campione che fu, ma soprattutto dell’uomo che fu, Igor Protti. La prematura scomparsa dello Zar, al culmine di una feroce malattia che non gli ha lasciato scampo ma che Protti ha affrontato con la consueta grinta e con grande dignità, ha cementato ancora di più, nel caso in cui ve ne fosse stato ancora bisogno, il cordone ombelicale che ha legato il campione, e si ribadisce l’uomo, al popolo barese.
Per tutti coloro che intendano rivivere l’epopea di Protti nella città di San Nicola, il libro “Bari, ti amo! Parola di Zar”, scritto dall’ex calciatore biancorosso in collaborazione con l’inconfondibile voce del Bari, il giornalista Michele Salomone, rappresenta un vero e proprio scrigno, ricco di aneddoti e curiosità, che riporta a galla l’album dei ricordi, quelli più belli, legati ai quattro anni in cui Protti ha militato nel Bari. Quattro anni intensi, in cui vittorie e sconfitte si sono alternate ma che, a prescindere dai risultati ottenuti sul campo, hanno creato un legame indissolubile tra Protti e la città di Bari.
Nato da un’idea di CasaBari, associazione presieduta da Gianni Morisco, e pubblicato da GiEmme editore, il libro, dato alle stampe poco prima dell’addio alla vita terrena di Igor e in coincidenza del 50° anniversario della prima radiocronaca di una partita del Bari di Salomone, racconta l’indimenticabile esperienza vissuta in Puglia dall’attaccante che con la casacca biancorossa disputò quattro campionati da protagonista negli anni Novanta, compresa la stagione 1995-96 che lo consacrò capocannoniere di serie A con 24 reti, nonostante la retrocessione dei Galletti in serie B. Protti e Hubner sono gli unici calciatori che, sino ad oggi, sono riusciti a laurearsi capocannonieri nei tre massimi tornei del calcio italiano, ossia serie A, serie B e serie C.
Il vissuto di Protti, dentro e fuori dal rettangolo di gioco, prende forma nelle pagine del libro, con la prefazione firmata da Antonio De Caro, attuale presidente della Regione Puglia. Gli inizi della carriera, lo stretto rapporto con il padre, lo sbarco a Bari, gli amici baresi, il legame con il “fratello” Sandro Tovalieri, le vittorie e le sconfitte: Igor propone ai lettori uno spaccato di vita suggestivo e mai scontato.
“L’idea del libro è nata davvero in cinque minuti, mentre ero a cena con Gigi e Piero Franco, Michele Salomone e Igor Protti” ha ricordato Gianni Morisco in sede di presentazione ufficiale dell’opera editoriale. “Fummo da subito entusiasti di portare avanti il progetto. E così, grazie alla disponibilità di Michele Salomone, che raggiunse Igor a Cecina, è nato questo libro. Noi ci abbiamo messo del nostro, nel senso che abbiamo contattato tantissime persone, dai giornalisti ai nostri amici, per cercare e raccogliere delle fotografie significative che potessero accompagnare i vari capitoli del racconto. Per noi è stata un’esperienza meravigliosa”.
Il libro, insieme all’intitolazione della Curva Nord dello stadio San Nicola a Igor, avvenuta nei giorni scorsi, e al murales promosso dall’associazione Retake Bari e firmato dall’artista Silvio Paradiso che ormai da tempo campeggia in città, rappresentano tre diversi percorsi che consentono a chi ha conosciuto Protti, o ne ha solo sentito parlare per ragioni anagrafiche, di onorare la memoria del calciatore che, probabilmente più di altri, è riuscito ad incarnare il calore, la grinta e la voglia di emergere dei tifosi biancorossi. Una storia d’amore, quella tra Protti e Bari, tutta da raccontare e da tramandare di generazione in generazione.
“Bandiera di una curva, orgoglio di una città” recitava uno striscione esposto al San Nicola insieme alla gigantografia di Protti. Una frase che ben rappresenta l’amore eterno del popolo biancorosso per Igor.












