C’è aria di derby infuocato in Puglia, l’attesa sale per la gara tra Bari e Foggia, domani sera allo stadio San Nicola per la decima gara del Girone C di Serie C. Partita attesa da tifosi e squadra, con quasi 12mila biglietti venduti fino ad ora e con la voglia di vincere con convinzione da parte dei biancorossi. Per Mignani l’occasione di dimostrare ancor più il suo valore in una gara complicata come un derby: “Siamo partiti facendo buone cose ma questo non basta, domani è una partita sentita e dobbiamo dimenticare cosa è successo fino a ieri, dobbiamo farne tesoro e consolidare i nostri punti forti. Ma domani si parte dallo 0-0, sarà una partita aperta e fare di tutto per vincerla”, il commento dell’allenatore del Bari nella vigilia della sfida d’alta classifica.
Contro ci sarà Zdenek Zeman “un’icona, un totem del calcio italiano, – ha detto Mignani -grande onore per lui e noi andiamo a giocarci questa partita con tanta voglia di fare bene e il giusto entusiasmo. La sua carriera è infinita dove ha sempre dimostrato di fare un calcio offensivo e di qualità. Nel nostro calcio invece c’è intensità e dove si mettono i calciatori in condizione di offendere”.
Il Foggia ha subito nove gol in nove gare: “Il Foggia ha un gioco molto propositivo, corale e quindi dobbiamo essere bravi a capire come opporci. Ma dobbiamo rimanere ben piantati con i piedi per terra e con la consapevolezza che sarà un derby e va affrontato con lo spirito giusto”.
Il mister ha risposto anche a proposito dell’impatto che potrebbe avere la squadra di fronte al grande pubblico: “Non lo so, alleno giocatori che hanno fatto anche altre categorie. È la prima volta che troveremo così tanti tifosi, ma credo sia un qualcosa che ci può dare ancora più forza ed energia. Non vediamo l’ora di arrivare a domani sera. Il pubblico è legato ai risultati, quindi il grande afflusso è una conseguenza ma credo che ci sia apprezzamento nei confronti dei ragazzi che stanno dando tutto. Il campionato è lungo, ci saranno i momenti in cui si vince e quelli in cui non si vince, l’importante è l’atteggiamento”.
Mignani ha poi svelato un retroscena del suo inizio di carriera da calciatore quando proprio Zemna lo ha voluto nel Foggia delle meraviglie: “È successo nel ’91-’92, dopo la Spal, di proprietàd ella Sampdoria, c’era la possibilità nel Foggia di Zeman che aveva venduto i pezzi migliori e stava ricostruendo la squadra con giovani dalle categorie inferiori. Io ero tra quelli ma poi feci una scelta diversa e rimasi alla Serie B alla Spal”.




















