HomeMondo SportCalcioBari in profonda crisi, a Trapani fine d'anno dal sapore amaro

Bari in profonda crisi, a Trapani fine d’anno dal sapore amaro

Quarta sconfitta nelle ultime cinque partite, la terza consecutiva. Per il Bari è crisi nera, in termini di risultati, gioco e classifica. Tra Trapani e Bari termina 1-0 per i padroni di casa con un gol di Fazio. Ora il distacco con le prime della classe si fa ampio e, con questo ritmo, incolmabile. A preoccupare ancora una volta è l’approccio tattico alla gara con la prima frazione di gioco per l’ennesima volta regalata nelle mani dell’avversario. Zero il conto dei tiri in porta del primo tempo. Seconda parte di gara che sembra iniziare con un altro ritmo ma il “giro-palla” risulta sempre lento per la felicità degli avversari. L’involuzione è palese, sembra di rivedere gli spettri delle prime partite di campionato. E non basta cercare l’alibi degli indisponibili a scagionare Davide Nicola che, invece, si ritrova incapace di ordinare la squadra e scorgere in campo soluzioni tattiche utili a scardinare l’avversario.

Il Bari è squadra che deve imporre il proprio gioco. Questo dovrebbe essere il leitmotiv di una formazione vincente. E’ però evidente che i galletti fanno tanta fatica, rincorrono invece di essere rincorsi e si perdono in amnesie difensive inconcepibili a certi livelli e se si punta alla vittoria finale. In campo Maniero, che brocco non è, riceve palla sempre di spalle alla porta e risulta così inerte. Sansone, comunque tra i salvabili della gara, non ha mai brillato in campionato e spesso, come si suol dire, “si innamora troppo della palla”. Boateng sembra assolutamente inadeguato. E senza Romizi, che tanto bene aveva fatto contro il Brescia, è un altro Bari. La scelta di lasciare a Porcari la cabina di regia risulta quasi imbarazzante perché inefficace tanto in fase di costruzione quanto in quella di interdizione.

La sensazione, dietro le quinte, è che nessuno abbia in mano il progetto tecnico della squadra. Non c’è un vero “padre padrone” nello spogliatoio barese. Perché il Bari non ha mai saputo cambiar rotta dal punto di vista tecnico e la sconfitta di oggi, insieme a quella di Brescia e Cagliari, ne sono dimostrazione. E la contestazione a fine partita dei tifosi, che hanno richiamato sotto la curva tecnico e giocatori, spiegano come la misura sia colma. Gianluca Paparesta dice di voler ora ripensare sul futuro di Nicola. Di certo a Gennaio, al ritorno in campo, servirà vedere un altro Bari così da non gettare alle ortiche un altro anno.

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