HomeCronacaBari, prevenzione antimafia: ancora un altro sequestro nei confronti del “narcos” milanese

Bari, prevenzione antimafia: ancora un altro sequestro nei confronti del “narcos” milanese

A seguito di nuove indagini patrimoniali svolte dalla Divisione Anticrimine, a Milano e a Bisceglie, è stato eseguito un sequestro antimafia per Francesco Massimiliano Cauchi, uno dei principali esponenti del narcotraffico milanese, condannato per aver importato dall’estero enormi quantitativi di droga, principalmente hashish.

Il provvedimento è stato emesso su proposta del Questore di Milano dal locale Tribunale, Sezione Autonoma Misure di Prevenzione, ed è stato eseguito in collaborazione con la Questura di Bari.

Il nuovo sequestro nasce da uno sviluppo di quello già eseguito lo scorso 20 luglio con cui sono stati sequestri oltre 17 milioni di euro in contanti, soldi rinvenuti nascosti in un’intercapedine nell’abitazione del padre di Cauchi.

Gli specialisti della Divisione Anticrimine della Questura hanno quindi seguito i componenti della famiglia d’origine di Cauchi, pienamente consapevoli e coinvolti nelle sue attività delittuose, accertando che la sorella aveva acquistato degli immobili contraendo dei mutui che venivano pagati con sospette iniezioni di liquidità in contanti – dai 3000 ai 5000 Euro – sul suo conto corrente. Somme del tutto ingiustificabili se raffrontate ai suoi normalissimi redditi di cassiera in un supermercato.

Recependo in pieno la ricostruzione effettuata dalla Divisione Anticrimine, il Tribunale ha disposto il sequestro di un immobile ad uso abitativo, con relativo box auto, sito a Bisceglie (BT), nonché di un ulteriore box auto sito a Milano, beni tutti intestati alla sorella del prevenuto, per un valore complessivo di circa 500 mila Euro.

A seguito di questa nuovo decreto di sequestro, in applicazione del Codice Antimafia, spetterà ai destinatari del provvedimento dimostrare che l’appartamento e i due box sono stati acquisiti con risorse economiche lecite e dichiarate al fisco e, in caso contrario, il sequestro si tramuterà in confisca, cosicché i beni, acquisiti definitivamente nel patrimonio dello Stato, potranno essere reimpiegati in finalità sociali nell’interesse della collettività.

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Redazione
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