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Sanità pugliese, stop al piano assunzioni? Scalera (Lega): “Taranto non può pagare il prezzo dei tagli”

I tagli e le incertezze di bilancio rischiano di abbattersi con forza sul sistema sanitario della Puglia. Al centro del dibattito politico c’è l’ipotesi, avanzata negli ambienti regionali, di posticipare al 2027 una quota consistente delle assunzioni di personale medico e sanitario inizialmente individuate e programmate per il 2026.

A sollevare con forza il caso è il consigliere regionale Antonio Paolo Scalera (Lega), che ha espresso profonda preoccupazione per le ripercussioni che un simile rinvio avrebbe sulle strutture sanitarie del territorio pugliese e, in modo particolare, sull’area di Taranto.

Chiest’audizione urgente in Commissione Sanità

Per fare piena luce sulla gestione del personale e verificare l’effettivo stato dell’arte, Scalera ha formalmente depositato la richiesta per un’audizione urgente in Commissione Sanità.

All’incontro sono stati convocati i vertici istituzionali e di settore:

  • Il Presidente della Regione Puglia;

  • L’Assessore regionale alla Sanità;

  • Il Direttore Generale della ASL Taranto;

  • Il Presidente provinciale dell’Ordine delle Professioni Sanitarie;

  • Le rappresentanze sindacali della categoria.

“Se la Regione sta realmente valutando di far slittare le assunzioni al 2027, è necessario che lo si dica con trasparenza spiegarne i motivi ai cittadini” — ha evidenziato il consigliere regionale. “Il personale non rappresenta una semplice voce di spesa da spostare da un bilancio all’altro, ma è la risorsa fondamentale che garantisce il funzionamento di ospedali e servizi territoriali.”

L’impatto sui servizi: liste d’attesa e il nodo DM 77

Un eventuale congelamento dei reclutamenti rischia di far precipitare la stabilità dei presidi sanitari già in sofferenza. La carenza organica porta con sé conseguenze dirette sulla qualità dell’assistenza: aumento dei carichi di lavoro, turni di servizio insostenibili per i medici e gli infermieri in organico e un ulteriore allungamento delle liste d’attesa per gli utenti.

Scalera richiama inoltre l’attenzione sulle riforme territoriali previste dal DM 77: l’attivazione delle nuove Case di Comunità e delle Centrali Operative Territoriali (COT) rischia di essere vanificata. Senza l’adeguato contingentamento di professionisti sanitari, queste strutture riposizionano la loro funzione a “scatole vuote”, prive della capacità operativa per la quale sono state finanziate.

L’incognita sul nuovo Ospedale San Cataldo di Taranto

Il punto più critico del dossier riguarda il nuovo ospedale San Cataldo di Taranto, la cui inaugurazione è programmata per il primo trimestre del 2028. La struttura necessiterà dell’ingresso di circa 1.200 nuove figure professionali, tra medici, infermieri e tecnici.

Nodo criticoSituazione attuale e rischi previsti
PianificazioneNecessità di concorsi pubblici, formazione e creazione delle équipe mediche.
Rischio slittamentoBloccare le assunzioni 2026 impedisce di completare l’organico entro il 2028.
Impatto sul territorioRischio di un presidio ospedaliero nuovo di zecca ma non operativo per mancanza di personale.

“Sarebbe un paradosso inaccettabile rinviare oggi le assunzioni per poi trovarsi domani a non poter aprire il San Cataldo per assenza di personale,” conclude la nota del consigliere. La richiesta alla Regione è quella di fornire una mappatura dettagliata su tassi di turnover, pensionamenti e posti vacanti per evitare che Taranto e la sanità pugliese debbano scontare ulteriori ritardi nell’esercizio del diritto alla salute.

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Redazione
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