In un orario abbastanza inconsueto per un giorno feriale, alle 19,30 di giovedì scorso, si è tenuto un concerto-serata di gala “che costituisce la tappa pugliese del progetto “2GATHER” del Gruppo Veneto Banca, del quale Banca Apulia fa parte, per presentare il proprio Private Banking “attraverso una serie di appuntamenti pensati per combinare momenti di incontro con l’arte e le bellezze del territorio e per legare, con armonia e gusto, le eccellenze del nostro Paese”. Così recitava un comunicato stampa che ci avvisava dell’evento e che ci rendeva altresì edotti delle tappe del tour, ovvero, oltre che Bari, anche Verona, Verbania, Treviso, Venezia, Possagno, Roma, Torino e Jesi.
Ad esibirsi nel tour, compresa la tappa barese, tre musicisti di primissimo ordine, a cominciare dal violinista Francesco De Angelis, per proseguire con la violoncellista Livia Rotondi, per finire col pianista Roberto Paruzzo.
Ha aperto la serata il Priore della Basilica, P. Ciro Capotosto che, sottolineati i buoni rapporti tra i Domenicani della Basilica del Santo Patrono (di Bari e di tutta la Puglia, ci ha tenuto a precisare) e la Banca Apulia, ha dato il benvenuto agli ospiti e passato il microfono al direttore generale di Banca Apulia, Dario Accetta. Il suo discorso di benvenuto agli ospiti della serata, rigorosamente riservata ai migliori clienti della banca, alle rare autorità presenti ed al personale della banca, ha avuto il raro pregio della durata pressoché telegrafica. Poche parole per ringraziare il Priore della Basilica per aver permesso di tenere la manifestazione in una cornice così prestigiosa e di rara bellezza, per salutare il pubblico ospite, non numeroso in verità. La basilica è forse il contenitore più capiente della Città e non vi erano, ad occhio, più di 150 persone.
Se l’avvio del Trio n. 1 op. 49 di Felix Mendelssohn, con l’assolo del violoncello, è stato già un bel biglietto da visita della qualità degli interpreti, quando il violino di Francesco De Angelis ha intonato le sue prime note nella Basilica, si sono raggiunti livelli davvero elevati. Ha fatto miracoli, d’altra parte era nel luogo giusto, il pianista, supportato da uno strumento non proprio all’altezza della aspettative della serata e del livello del trio. Nonostante questo grosso limite, che ha evidenziato gravi carenze organizzative, l’affiatamento del trio, quanto meno nel momento iniziale non ne ha minimamente risentito e la fusione nel primo movimento è stata assolutamente perfetta.
Purtroppo, il pubblico, non aduso alle sale di concerto, oltre ad applaudire alla fine di ciascun tempo, senza aspettare la fine di ciascuno dei due pezzi in programma, non ha contribuito certo alla buona riuscita della serata. Gli applausi fuori luogo sarebbero il meno. Dietro alcune colonne della basilica, infatti, si sono formati piccoli gruppi di “non ascoltatori”, intenti per tutta la durata del concerto, a spettegolare, suppongo su tutti i più appetitosi pettegolezzi del mese. Uno spettacolo decisamente non bello e che non credo abbia fatto molto onore alla nostra Città.
Ne ha risentito la serata. Non si è creata la minima empatia tra esecutori, ripeto di valenza notevolissima, se non proprio eccezionale, ed il pubblico presente. Agli esecutori non è giunto alcun segnale positivo dal pubblico e man mano la loro prestazione artistica individuale, così come il livello complessivo dell’esecuzione è scemato. Il programma non era dei più facili. La seconda parte prevedeva di Brahms il Trio op. 8. Intendiamoci, gli esecutori, scafati professionisti, hanno fatto la loro brava figura, nessun errore, nessuna sbavatura nell’esecuzione, ma dalla bellezza di quei primi momenti al finale è stato sempre più uno spegnersi del pathos della serata, ammesso che ne sia sopravvissuto, oltre quei primi istanti.
Peccato, poteva essere una serata magnifica. La cornice ed il contenuto erano perfetti. Si è rivelata, invece, assai modesta nei risultati. Cosa che naturalmente non so quanti dei 150 presenti abbiano colto. Credo si potessero contare sulle dita di una mano. Alla fine tutto il pubblico in piedi, ma temo per essere pronto ad avviarsi velocemente verso il portico del pellegrino, dov’era allestito il buffet.











