I fatti risalgono al 10 aprile 2008 quando, durante la trasmissione televisiva “Porta a Porta” condotta da Bruno Vespa, Silvio Berlusconi aveva messo in dubbio la veridicità della laurea dell’ex pm Antonio Di Pietro. Ora il Tribunale di Roma ha definito l’annosa questione e Silvio Berlusconi dovrà risarcire Antonio Di Pietro con oltre 90 mila euro, di cui 75 mila a titolo di risarcimento e 15.350 per compensi legali ed esborsi di legge.
Il procedimento, pendente dal 2008 presso il Tribunale Civile di Roma, si inserisce in un contesto di più ampio respiro che ha visto contrapposti Antonio Di Pietro e Silvio Berlusconi relativamente alle dichiarazioni rese da quest’ultimo sulla presunta laurea falsa di Antonio Di Pietro. I giudizi incardinati sono tre ed hanno avuto vicende ed esiti differenti, dopo essere passati perfino per la Corte Costituzionale.
Come sostenuto dall’avvocato Sergio Scicchitano, che ha difeso le ragioni di Di Pietro nella causa, era evidente che le parole pronunciate da Berlusconi, poiché esauritesi nella sfera di una competizione elettorale, non fossero finalizzate all’attività tipica del parlamentare. A tale riguardo la Corte Costituzionale, decidendo sul conflitto di attribuzione sollevato dai giudici, aveva annullato la delibera con cui la Camera dei Deputati aveva dichiarato che le frasi di Silvio Berlusconi, allora deputato e candidato premier, fossero insindacabili in base all’articolo 68 della Costituzione.
“Sono estremamente soddisfatto perché finalmente, dopo oltre 7 anni di battaglie giudiziarie, il Tribunale di Roma ha accertato la verità dei fatti confermando, come da noi sostenuto, che le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sono lesive dell’onore e del decoro dell’allora leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro” commenta l’avvocato Scicchitano.
Certo la battaglia è durata oltre 7 anni. Ma ora Scicchitano ha vinto e si ritiene pienamente soddisfatto: “la verità finalmente è emersa”. A stabilirla è stata proprio la Prima Sezione Civile del Tribunale di Roma.











