Non è più un referendum e non è più Brexit – questo è il referendum dell’odio e della spregiudicatezza.
Mentre continuano ad emergere particolari sulla brutale uccisione della deputata inglese Jo Cox diventa sempre più chiaro il quadro generale di un paese totalmente nel caos.
Jo Cox era una parlamentare laburista, giovane promessa del partito e madre di due bambini. Si trovava nel suo collegio elettorale nello Yorkshire ed era ospite ad un evento nella biblioteca di Market Street. La sua colpa è stata quella di aver pubblicamente dichiarato di essere contraria all’uscita dell’ Inghilterra dall’Unione Europea, questo sembra aver fatto scatenare la rabbia e la frustrazione di un uomo qualunque inglese, un tipo non proprio loquace raccontano i vicini, un 52enne come tanti, ma soprattutto uno che la pensava diversamente da Jo. Lui a quanto pare dall’Unione Europea invece vuole uscire e per dirlo non è andato a votare il prossimo 23 giugno bensì ha pensato di accoltellare in un agguato colei che impersonificava le sue paure gridando “Britain First’ La Gran Bretagna per prima.
Ovviamente ci si affretta a confermare che probabilmente avesse problemi mentali. Lui abbonato ad un giornale pro- apartheid, cosa che sciocca soprattutto perché nel 2016 esiste ancora un giornale che si auspica il ritorno dell’apartheid, un uomo che sicuramente troverà mille ragioni ora per essere dimenticato, perché il suo atto sarà quello di uno squilibrato come se coloro che si fanno esplodere dopo aver fatto una strage di innocenti siano invece tutti sani di mente.
Ci si affretta così velocemente sia da un lato che dall’altro e dire che questo è un evento scioccante, le campagne pro e contro Brexit saranno annullate e che da ora bisogna prendere coscienza.
Bisogna prendere coscienza ora che dopo mesi di incessante e selvaggia campagna elettorale non ci si è resi conto che forse l’istigazione all’odio è una responsabilità anche e soprattutto della politica. Il marito della Cox, Brendan pare sia l’unico a essere lucido sia dalle prime ore “Oggi è l’inizio di un nuovo capitolo nella nostra vita, più difficile, più doloroso, meno gioioso, meno pieno di amore.” Ha dichiarato subito dopo il decesso della moglie “Io e gli amici di Jo continueremo a lavorare ogni momento della nostra vita per amare e nutrire i nostri figli e per la lotta contro l’odio che ha ucciso Jo”, ha continuato Brendan aggiungendo: “Jo credeva in un mondo migliore e ha combattuto in tutti i giorni della sua vita con energia e amore”. Secondo il marito, “avrebbe voluto due cose: che ora i nostri preziosi bambini siamo immersi di amore e che tutti si uniscano nella lotta contro l’odio che l’ha uccisa. L’odio non ha un credo, una razza o una religione, è velenoso”.
Britain First non è solo il grido dell’assassino di Jo ma è anche il nome di un partito inglese pro Brexit e contro l’accoglienza degli immigranti.
Partitino di estrema destra nato da una costola degli ultranazionalisti del British National Party per iniziativa di un vecchio militante unionista protestante. Questo gruppo di persone che si indentifica nel motto maledetto si batte contro il multiculturalismo e l’immigrazione. Lo stesso gruppo di persone che lanciavano provocatoriamente volantini con passi della Bibbia in alcune moschee. Il movimento si e’ detto “estremamente scioccato” da quanto accaduto e dalle parole pronunciate dall’aggressore prima di sparare. In ogni caso il movimento non c’entra e che “non è assolutamente il tipo di comportamento che noi giustifichiamo“ come se il lavoro di provazione fatto negli ultimi anni fosse stato solo un brutto scherzo, come se avere un partito che raccoglie le idee e le ideologie di un gruppo di persone non porti a nessuna responsabilità concreta.
In un blog post del sito web di estrema destra Springbok Cyber Newsletter, Thomas Mair, questo il nome dell’assassino, è descritto come “uno dei primi supporter e iscritti a S.A. Patriot.: a favore del capitalismo e del patriottismo contro la correttezza politica e l’Islam in espansione”.
Insomma un personaggio come tanti, solo poco loquace.
Solo fino a poche ore fa la contrapposizione dei conservatori tradizionalisti e dei modernizzatori teneva col fiato sospeso tutta l’Europa e mezzo mondo. II pro Brexit sembravano addirittura essere in vantaggio come se questa fantapolitica volesse solo per attimo distogliere lo sguardo dalla cruda realtà, da quella delle navi in arrivo ogni giorno sulle coste italiane o greche, dalla situazione di Calais, il campo di immigrati disperatamente pieno di bambini orfani siriani e non a soli 80 km dalla costa inglese. Ma ora, ora che Jo non c’è più poco importa di cosa gli inglesi decideranno il prossimo 23 giugno, perchè il prezzo di qualunque decisione che verra’ presa, dentro o fuori l’ Europa, sara’ comunque insignificante rispetto al prezzo pagato da Jo.











