HomeCulturaCinemaCiao Bud, gigante dal cuor d'oro che mena sganassoni

Ciao Bud, gigante dal cuor d’oro che mena sganassoni

Oggi il mondo è un posto più triste e grigio.

Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer è volato in cielo alle 18.15 appena in tempo per permetterci di dire che adesso davvero “Anche gli angeli mangiano fagioli”.

Aveva 86 anni e a darne triste comunicazione è stato il figlio Giuseppe Pedersoli, dichiarando “Papà è volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata: ‘Grazie’ “.

In gioventù il lavoro del padre lo costringe a fare la spola tra Napoli e Roma all’inizio degli anni quaranta per poi portarlo lontano fino in sudamerica fra il Brasile e l’Argentina. Carlo viene tesserato dalla società sportiva Lazio Nuoto, grazie alla quale si afferma presto nello stile libero e nelle staffette miste, macina campionati, entra nella storia come il primo italiano a infrangere la barriera del minuto netto, per l’esattezza 59”5 nel 1950 a Salsomaggiore ripetendosi poi a Vienna.

Ma la vita di Carlo non è solo il nuoto. Pratica rugby, pugilato, automobilismo e tiro a segno, torna all’università, lasciata all’inizio degli anni quaranta e frequenta sia giurisprudenza che sociologia, non porta a termine nessuna delle due ma comincia ad avvicinarsi al mondo del cinema.

Nel 1952 è alle Olimpiadi di Helsinki con la squadra azzurra di nuoto, in seguito viene inviato insieme ad altri atleti alla Yale University, per alcuni mesi vive in America, continua con i Giochi, da quelli del Mediterraneo a Barcellona alle Olimpiadi di Melbourne. Ma qualcosa sembra non andare. In seguito dichiarerà: “Ero stanco della vita ai Parioli” dirà, facendo una scelta estrema.

Abbandona la vita mondana e le cronache sportive e si mette a fare l’operaio si mette a lavorare alle dipendenze di un’impresa Usa impegnata nella costruzione della Panamericana, la strada di collegamento fra panama e Buenos Aires in seguito lavora anche all’Alfa Romeo di Caracas, dove resta fino al 1960 anno in cui partecipa alle Olimpiadi di Roma che concludono ufficialmente la sua vita agonistica.

Nello stesso anno sposa l’amore di tutta la sua vita Maria Amato, figlia di un famosissimo produttore cinematografico. Un anno dopo nasce il figlio Giuseppe e nel 1962 anche la prima figlia Cristiana. In seguito Carlo compone canzoni napoletane e folk dal 1960 al 1964 per la società discografica RCA.

Nel 1967 grazie a Giuseppe Colizzi riesce ad ottenere il ruolo da protagonista in “Dio perdona io no” perché risulta il solo adatto alla parte di gigantesco e minaccioso partner del protagonista, Carlo incontra qui Mario Girotti e alla fine del film, di cambiare i propri nomi sui manifesti per attrarre il pubblico e Pedersoli sceglie una combinazione tra la sua birra preferita “Budweiser” e un attore che ama molto, Spencer Tracy. È la nascita di Bud Spencer che, insieme a Terence Hill, formerà la coppia che ha allietato ed accompagnato la nostra adolescenza per anni.

Lo stereotipo del personaggio è sempre lo stesso e Spencer lo riutilizzerà anche da solo un gigante dal cuor d’oro che mena sganassoni, sorride sempre come un bambino e ristabilisce i torti con forza e determinazione.

“Per me nella vita vale sempre una parola sola: la decenza. Non devi mai credere di essere uno che può spaccare tutti, la decenza di capire che domani mattina puoi incontrare due-tre personaggi che ti fregano tutto quello che hai fatto. Succede, perché è la vita. E questo me l’ha insegnato lo sport” e persegue sempre obiettivo restando sempre ben ancorato con i piedi per terra, ben distante dagli eccessi della vita da “star”, continuando “Nella mia vita ho fatto di tutto, affermava con orgoglio, ma proprio di tutto. Solo due cose non ho potuto fare, il ballerino classico e in fantino”. In compenso, trovò il tempo di conseguire la licenza di pilota di elicottero, lanciare una linea di jeans, fondare una compagnia aerea, la Mistral.

Dei critici che per anni lo avevano snobbato diceva: “Mi sono consolato con i riconoscimenti raccolti all’estero, molti, da Berlino alla Spagna. E ho tanti fan sparsi in tutto il globo. Sono consapevole di essere stato un uomo fortunato. Sono stato un cittadino del mondo. Non tutti sanno che ho anche scritto i testi per Ornella Vanoni e Nico Fidenco“.

Fieramente di destra, candidato nel 2005 alle Regionali nel Lazio con Francesco Storace, aveva trasmesso l’interesse per la politica anche alla figlia Cristiana, che si era candidata a sua volta nel 2013 alle comunali di Roma con il Popolo delle libertà. Ma nonostante le molte esperienze, e un curriculum di circa 130 film per Carlo, rimasero sempre quelli sportivi. “Perché il successo, in tutto il resto, è il pubblico che lo decreta. Quando invece vinci nello sport, quella è tutta roba tua, e nessuno te la può togliere”.

Proprio qualche tempo fa Carlo fiaccato ma ancora combattivo aveva dichiarato: “Quando il Padreterno mi chiamerà, voglio andare a vedere che cosa succede. Perché se non succede niente, m’incazzo. M’hai fatto alzare ogni mattina per ottantasette anni per non andare, alla fine, da nessuna parte? Io, di fronte a tante cose enormi che non comprendiamo, mi posso attaccare solo a lui. E sperare che quando mi chiamerà, mi si chiarirà tutto. Perché oggi, mi dia retta, non si capisce proprio più niente”.

Purtroppo quest’oggi insieme al nostro gigante buono ci lascia la nostra innocenza, lasciandoci orfani di un grande amico, un familiare e della speranza che i torti con giustizia e determinazione possano essere ristabiliti.

Addolorati per la perdita incalcolabile ci uniamo alla famiglia in un grande e caldo abbraccio.

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