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Si è chiuso con un bilancio positivo il 2019 per i colori giallorossi dopo una cavalcata storica che ha portato il team allenato da Liverani in Serie A, chiudendo, di fatto, anche il decennio nel migliore dei modi. L’unica nota stonata è rappresentato dalla coda: due sconfitte nelle ultime due gare rappresentano un campanello d’allarme da non sottovalutare, soprattutto perché arrivate contro due dirette concorrenti. Il mercato, ora, farà la sua parte e l’inizio dell’anno ci dirà cosa ne sarà di questa squadra che, comunque, al momento, da neo-promossa, ricopre la 16esima posizione con 15 punti realizzati e con ben 4 squadre al di sotto.

Gennaio
CONSAPEVOLEZZA – L’anno 2019 è iniziato, dopo un mercato di riparazione importante, capace di riportare nel nostro campionato un calciatore come Tachtsidis, con due gare fondamentali per il cammino giallorosso: il pareggio con il Benevento, nonostante, come nella gara d’andata, i giallorossi meritassero i tre punti, e la vittoria con la Salernitana. Due risultati che in sé rappresentano poco, ma che in quel momento storico davano la consapevolezza a un gruppo che aveva fatto un buonissimo girone d’andata e che era ufficialmente autorizzato a credere ai play off.
Febbraio
CONTRADDIZIONI E TRISTEZZE – Febbraio si può considerare il mese delle grandi contraddizioni oltre che il mese nel quale avvengono due episodi tristi. Il Lecce pareggia con il Venezia, squadra notevolmente inferiore ai giallorossi, e perde 4-1 col Cittadella. Però, nel mezzo, ha la forza per ribaltare lo 0-2 contro il Livorno, nel match forse più bello di tutta la stagione di Serie B e di battere il Verona, diretta concorrente per i primi posti disponibili per l’accesso ai play off. Forse, a ben guardare, la vittoria con gli scaligeri diventa la prima tappa verso un percorso di crescita e consapevolezza, e per la prima volta si comincia a vociferare di Serie A. Febbraio è il mese in cui si spegne lo storico allenatore del Lecce Mimmo Renna e quello nel quale Scavone provoca un forte spavento ai tifosi del Lecce a causa del suo infortunio nei primi secondo contro l’Ascoli. Rimane la splendida lezione data dalle due squadre al mondo del calcio italiano.
Marzo
LA FORZA – Durante una conferenza stampa, Liverani alla domanda del giornalista “Quale sarà il momento chiave della stagione?” risponde “Le tre partite in casa consecutive”. Ebbene, queste tre partite, tra cui il recupero di Lecce-Ascoli, cadono tra marzo e i primi giorni di aprile e regalano, di fatto, al Lecce, il secondo posto che la squadra conserverà fino alla fine. Eppure il mese non era iniziato bene, con la sconfitta contro il Palermo, in quel momento insieme al Brescia una delle tre squadre oltre al Lecce ad esprimere un bel calcio e ad avanzare pretese per le prime posizioni. I 9 punti conquistati esprimendo davvero un bel gioco accendono un forte riflettore sul club presieduto da Sticchi Damiani che inizia ad essere considerato dagli addetti ai lavori una delle squadre in grado anche di competere per le prime 2 posizioni. Si inizia a parlare, anche da Lecce, di promozione diretta.
Aprile
CONSACRAZIONE – Il mese di aprile è decisivo, nonostante parta malissimo. La Cremonese si dimostra squadra ostica e batte i giallorossi per 2 a 0. Gli undici di Liverani, però, hanno la forza di strappare la vittoria contro il Carpi, a Perugia e col Brescia in casa, grazie al bel gol di Tabanelli. E’ la consacrazione di una stagione maiuscola, giocata in maniera autorevole da una squadra partita come matricola, il cui obiettivo era salvarsi. Il miracolo di Liverani, secondo chi scrive, sta nell’aver creato una squadra che, al di là dei risultati e dei punti, ha la capacità di andare a imporre il proprio gioco in casa come in trasferta, contro le piccole e contro le grandi.
Maggio
L’IMPRESA – Maggio parte ancora una volta male, ma è il mese della festa. Il Lecce potrebbe con una giornata di anticipo portare a casa la promozione ma si fa battere in casa dal quasi retrocesso Padova per 2 a 1. Per fortuna, i piani e il bel lavoro condotto non vengono scombinati. Lo Spezia viene battuto nell’ultima giornata e la festa può esplodere al Via del Mare. Festa che i tifosi salentini aspettavano da 7 anni. Festa che si protrae per una settimana quando, durante un’amichevole contro la Primavera, la Curva Nord omaggia i calciatori leccesi con uno striscione toccante e riconoscente.

Giugno
RIPOSO – Giugno è il mese del riposo. Dopo una cavalcata storica che consente a Liverani di entrare nel cuore dei tifosi leccesi e di bissare l’impresa di Ventura, capace di portare la squadra in due anni dalla C alla A, i ragazzi e tutto lo staff si godono le meritate ferie.
Luglio
MERCATO LAVORI E PREPARAZIONE – La Seria A necessita di acquisti mirati e di progettazione. Il Ds Meluso e la dirigenza leccese si buttano a capofitto in questo progetto, cercando di gettare le basi per creare una realtà capace di affermarsi nel calcio che conta. I mesi d’estate significano calcio mercato e ritiro pre campionato. Ma non solo: c’è da ristrutturare il Via del Mare con gli standard della Massima Serie. Gli obiettivi del mercato appaiono di due categorie: da una parte si cercano giocatori esperti, anche in cerca di riscatto, dall’altro giovani per poter dare una base da cui ripartire un domani. E’ il primo acquisto è proprio un giovane: Vera Ramirez, nazionale colombiano Under 20. Il secondo colpo è il riscatto dal Brescia del versatile Meccariello. Due addii dolorosi ma prevedibili fanno toccare con mano ai tifosi salentini che la Serie A non è un posto per romantici: Cosenza e Arrigoni lasciano Lecce insieme ai fine prestiti Palombi, Scavone e Venuti. Contestualmente Tabanelli, Petriccione e Falco rinnovano. Ma si inizia a fare sul serio e spuntano i primi nomi: Lapadula su tutti. Si apre anche una pista che farà sognare i tifosi leccesi ma che rimarrà solo un sogno: il turco Ylmaz. Nella metà del mese la squadra inizia a prendere forma con l’arrivo di Gabriel, Lapadula e Rossettini.
Agosto
L’INIZIO – Il mercato senza sosta porta a Lecce lo svincolato Rispoli, Farias in prestito e Imbula quasi sul gong. Ma agosto è anche il mese in cui si inizia a fare sul serio. In Coppa Italia la buona prestazione con la Salernitana regala ai tifosi una gioia, ma la prima uscita in Campionato riporta tutti con i piedi per terra: è 4-0 a San Siro contro l’Inter.
Settembre
I PRIMI PUNTI – Settembre parte malissimo con la sconfitta casalinga col Verona che, a detta degli addetti ai lavori, spinge il Lecce in crisi profondo dopo solo 180 minuti. E’ il mese della fine della telenovela Babacar. Il calciatore alla fine accetta il trasferimento e decide di provarci a Lecce. Nonostante un calendario ostico, il Lecce trova la forza per battere i granata nella terza giornata, accendendo i riflettori anche della Massima Serie su Falco e sul gioco frizzante di mister Liverani. Le vittorie in trasferta non finiscono, così come la difficoltà in casa. Il Lecce perde con Napoli e Roma e vince a Ferrara contro la Spal.
Ottobre
LA SERIE A SCOPRE LA ZONA CALDERONI – Il mese parte con la terribile botta di Bergamo: 3 gol da Gomez e compagni, ma prosegue con l’inizio della fase-pareggi. Prima a Milano contro il Milan con Calderoni allo scadere, poi in casa contro la Juventus e infine a Genova contro la Samp dopo una partita dominata. Iniziano ufficialmente i rimpianti perché, con un po’ di fortuna, sarebbero potuti arrivare i 3 punti.

Novembre
QUANTI RIMPIANTI – Il penultimo mese dell’anno comincia sulla stessa falsa riga: 2 a 2 col Sassuolo ma due punti persi per strada. Una Lazio troppo forte e un arbitraggio scandaloso fermano la serie positiva all’Olimpico. Ma il Lecce dimostra di non morire mai, e allora è in grado di rimontare ancora, contro il Cagliari, e di vincere a Firenze. Il campionato prende forma e il Lecce si lascia molte squadra dietro di sé. Il Lecce, in anticipo di quasi un mese, ingaggia Donati che rappresenta, di fatto, il primo rinforzo.
Dicembre
FINALE NON ALL’ALTEZZA- Dicembre, come detto, non si rivela all’altezza degli altri mesi. Arriva solo un punto contro il Genoa, sempre in rimonta e le sconfitte pesantissime con Brescia e Bologna. Il problema, al di là delle vittorie che mancano in casa, sono i primi tempi giocati veramente male dai ragazzi di Liverani. La pausa fino alla Befana e il mercato, finora, senza acquisti a parte Donati, consentiranno al club di rimodulare la situazione e riprendere la corsa.




















